
Nove infarti cardiaci e ictus cerebrali su dieci sono causati da fattori influenzabili: la Fondazione Svizzera di Cardiologia ricorda quindi l'importanza della prevenzione - e in particolare della conoscenza dei propri valori sanguigni. Lo fa in occasione della Giornata Mondiale del Cuore che si tiene domani. "Molti decessi e malattie potrebbero essere evitati se ciascuno sfruttasse al meglio il proprio potenziale di salute", spiega il dottor Robert Keller, direttore della Fondazione Svizzera di Cardiologia, citato in un comunicato odierno. Oltre alla rinuncia al fumo, a sufficiente attività fisica e a un'alimentazione equilibrata, è fondamentale la conoscenza dei valori rilevanti per la salute. Al più tardi a 50 anni, chiunque dovrebbe sapere la propria pressione sanguigna e i valori del colesterolo e della glicemia. In questo modo è possibile adottare tempestivamente misure in grado di ritardare o arrestare il processo patologico. La maggior parte delle malattie cardiovascolari e degli ictus sono conseguenza di una strisciante patologia dei vasi sanguigni in atto da decenni e detta arteriosclerosi. Si tratta di depositi che si rompono e possono causare le temute otturazioni dei vasi sanguigni. Nel punto colpito l'organo non riceve più ossigeno e parti di esso muoiono. "Come ci mostrano i grandi studi epidemiologici, un'elevata pressione sanguigna, il colesterolo in eccesso e il diabete sono tra i fattori di rischio essenziali", afferma professor Roger Darioli, specialista in prevenzione cardiovascolare, pure citato nella nota. A partire dai 50 anni - e per gli uomini anche prima - tale rischio aumenta in modo più marcato. Chi conosce i propri rischi e si attiva per combatterli, protegge se stesso. Ad esempio, riducendo di 10 mmHg (millimetri di mercurio) una pressione sanguigna troppo elevata, il rischio di infarto diminuisce del 25%. La pressione sanguigna alta dimostra anche che molti non conoscono i propri fattori di rischio: si stima infatti che un adulto su quattro in Svizzera soffra di ipertensione e che un terzo delle persone colpite non ne sia a conoscenza. L'ipertensione lieve invece può essere contrastata ad esempio modificando l'alimentazione e facendo più moto. La conoscenza dei fattori di rischio personali non solo consente di intervenire con un eventuale trattamento medico, ma sprona anche a modificare il proprio stile di vita. "Le malattie cardiovascolari sono in gran parte conseguenza delle conquiste della nostra civiltà", spiega Robert Keller. Facciamo troppo poco moto, mangiamo troppo e in modo troppo monotono e spesso siamo stressati. "Per questo, è opportuno che ogni tanto analizziamo le nostre abitudini". In occasione del proprio cinquantesimo anniversario la Fondazione Svizzera di Cardiologia fornisce un contributo speciale alla salute della popolazione svizzera. Sul sito www.swissheart.ch/buono le persone a partire dai 50 anni possono richiedere gratuitamente uno dei 5000 buoni per un CardioTest in farmacia, che rileva i vostri fattori di rischio cardiovascolare personali.
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