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Svizzera
Per Baume-Schneider non c'è nessun caos nell'asilo
© SP Schweiz
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Keystone-ats
3 anni fa
La consigliera federale ritiene che la Svizzera stia affrontando "con calma, prudenza e in modo costruttivo" le sfide poste dai profughi.

Secondo la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), Elisabeth Baume-Schneider, la Svizzera sta affrontando "con calma, prudenza e in modo costruttivo" le sfide poste dai profughi. Per la consigliera federale socialista, il sistema dell'asilo non è sotto pressione, non vi è traccia di caos, ma vi sono "persone che lavorano sodo".

Il conflitto in Ucraina ha scatenato un'enorme solidarietà

La guerra di aggressione russa contro Kiev ha portato sofferenze incommensurabili all'Ucraina e all'Europa, ha dichiarato oggi Baume-Schneider davanti ai delegati del PS riuniti in assemblea a Bienne (BE) per lanciare la campagna in vista delle elezioni federali del 22 ottobre. Ma allo stesso tempo, ha detto la consigliera federale, il conflitto ha anche scatenato un'enorme solidarietà in Svizzera. E questo dimostra che la solidarietà è un valore "che ci unisce come persone, un valore che ci fa agire come cittadini, un valore che ci rafforza come società".

Le persone che lavorano dietro le quinte

Non c'è traccia di "pressione eccessiva, né di caos". Ci sono invece consiglieri di stato e municipali, assistenti e attivisti "che lavorano ogni giorno per garantire che le persone che chiedono protezione da noi possano vivere in condizioni dignitose". Ci sono famiglie che hanno aperto le loro case a estranei e talora le hanno condivise per oltre un anno, ha aggiunto. Vogliamo "una Svizzera che offra protezione a tutti coloro che ne hanno bisogno, una Svizzera che permetta a tutti di partecipare alla società", una Svizzera in cui ognuno abbia il suo posto, ha dichiarato Baume-Schneider.

Dibattito sulla migrazione acceso ancora fino al 22 ottobre

Ma la Svizzera non deve risolvere solo le sfide interne. Ha anche una responsabilità nei confronti del mondo. Il traffico di profughi e le cause della migrazione devono essere combattuti. E questo include anche il cambiamento climatico. Il dibattito sulla migrazione sarà "ancora acceso" fino al 22 ottobre, ha dichiarato la "ministra". Ma è convinta che la solidarietà e la responsabilità che la Svizzera dimostra nei confronti dei rifugiati si manifesteranno anche alle urne.