
Lavare frutta e verdura prima del consumo, soprattutto se acquistate in un supermercato, è buona prassi per eliminare i residui di sporcizia, ma soprattutto i tanto usati pesticidi. Sostanze, quest’ultime, che vengono impiegate regolarmente nel settore agricolo al fine di prevenire l’attacco da parte di parassiti, ma che presentano non pochi rischi per la nostra salute. Ed è proprio per questo motivo che nell’ambito del programma prioritario di controlli approfonditi alla frontiera durante il 2022 sono stati analizzati peperoni freschi e melanzane, entrambi provenienti da Paesi non appartenenti all’Europa, con un’attenzione particolare verso la Turchia e ai Paesi d’oltreoceano come il Messico. Su 46 campioni analizzati, 6 di questi non sono risultati conformi. Lo comunica la Divisione della salute pubblica del DSS.
Prodotti analizzati
Durante maggio del 2022 presso sei uffici doganali svizzeri sono stati prelevati all’importazione, come detto, 46 campioni di diverse qualità di peperoni (34) e di melanzane (12) freschi provenienti da Paesi non-Ue. Nello specifico, si trattava di 12 peperoni verdi, 7 gialli e 15 rossi, gran parte dei quali prelevati da otto grossisti-importatori. L’azione ha riguardato un volume totale all’importazione di circa 71’485 kg per i peperoni e 9’450 kg per le melanzane. La percentuale di non conformità è stata del 13% ed ha riguardato le melanzane, mentre i peperoni hanno tutti soddisfatto i parametri di legge.
Pesticidi presenti
In totale, 31 dei 34 campioni di peperoni esaminati contenevano da 1 fino a 8 diversi pesticidi contemporaneamente (soprattutto i peperoni freschi rossi e verdi), mentre 9 su 12 melanzane da 1 a 5. In totale sono stati identificati 40 principi attivi. Sei campioni (3 melanzane e 3 peperoni dolci) sono invece risultati esenti da residui quantificabili. Unicamente le melanzane (6 su 12 pari al 50%) hanno presentato superamenti dei limiti di legge. Per contro, i peperoni hanno evidenziato la presenza contemporanea di un gran numero di pesticidi diversi. Nello specifico, il principio attivo di maggior valenza tossicologia è il formetanato : per un campione di melanzane proveniente dalla Turchia, questo insetticida-acaricida ha denotato il chiaro superamento della dosa acuta di riferimento. Complessivamente, l’esito della campagna giustifica il proseguimento futuro del monitoraggio dei residui di antiparassitari nelle melanzane e nei peperoni provenienti da Paesi extraeuropei.

Risultati nel dettaglio
Una melanzana proveniente dalla Turchia non ha rispettato i LMR fissati dall’OAOVA per il pesticida Acetamiprid; quattro provenienti dal Messico per il Clorotalonil e per il Dinotefuran. Inoltre una di queste anche per la Fenpropathrin e il Metomil. Infine per un altro campione di melanzane proveniente dalla Turchia, il mancato rispetto dei limiti è risultato di particolare valenza tossicologica per il Formetanato. Il livello misurato di quest’ultimo ha evidenziato il chiaro superamento del DAR (422% per i bambini, e 457% per gli adulti), il che ha reso necessario trasmette immediatamente tali informazioni con una notifica RASFF.
Importazioni in Svizzera, come controllare?
Il sistema d’allarme alimentare europeo RASFF garantisce alle autorità esecutive uno strumento rapido di scambio d’informazioni inerenti i rischi alla salute legati al consumo di derrate alimentari. Ed è proprio qui che spesso si registrano segnalazioni che riguardano i residui di antiparassitari nei peperoni e nelle melanzane provenienti da Paesi extraeuropei. Nella maggior parte dei casi, si tratta di respingimenti all’importazione della merce alla frontiera esterna dell’UE con l’indicazione “risk decision: serious”. Tuttavia, se destinate alla Svizzera queste importazioni non sono sottoposte a controlli alla frontiera in questione per la presenza di pesticidi. Come in passato, è stata pertanto organizzata una campagna d’analisi per monitorare l’esposizione ai pesticidi prodotti ortofrutticoli importati sul nostro territorio da Stati non europei. Il tutto sempre in collaborazione con l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), con l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) e con l’autorità cantonale preposta al controllo delle derrate alimentari nell’ambito del programma prioritario di controlli approfonditi alla frontiera.

