
Il numero di persone internate nei penitenziari svizzeri tra il 1992 e il 2006 è più che raddoppiato passando da 83 a 218. Si tratta quasi esclusivamente di uomini (92%), in media intorno ai 44 anni e in maggioranza di nazionalità svizzera, precisa oggi l'Ufficio federale di statistica in una nota. Dei 218 internati, 19 sono delinquenti abituali e 199 soffrono di una "turba psichica di notevole gravità". Nel periodo in rassegna, i delinquenti abituali internati sono scesi da 37 (1992) a 19 alla fine del 2006. Dal 2000 questo provvedimento è applicato solo una volta all'anno. Un'evoluzione opposta è stata osservata invece per il secondo gruppo. Nel periodo in rassegna, il numero degli internati con "turbe psichiche di notevole gravità" è quadruplicato, salendo da 46 (fine 1992) a 199 (fine 2006), precisa la nota. La maggior parte di loro ha commesso atti di violenza o reati sessuali (121). Questo aumento è imputabile al fatto che dal 1993 la prassi di liberazione è diventata più restrittiva. In quell'anno, durante un congedo, un detenuto condannato per un crimine sessuale uccise una giovane di 20 anni a Zollikerberg (ZH). Il numero di internati potrebbe aumentare in futuro dopo l'approvazione nel 2004 dell'iniziativa popolare "per l'internamento a vita dei delinquenti sessuali o violenti molto pericolosi". ATS
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