Cerca e trova immobili
Svizzera
“Penalizzazione matrimonio” non si rivota, ritiro è possibile
Foto Shutterstock
Foto Shutterstock
Keystone-ats
6 anni fa
Il Tribunale federale ha deciso che il popolo non tornerà a votare sull’iniziativa “No agli svantaggi per le coppie sposate”, la votazione era stata annullata a causa di informazioni errate fornite dal Consiglio federale

Non si ritornerà alle urne sull’iniziativa popolare “Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate”. Il comitato promotore, dopo l’annullamento del voto da parte del Tribunale federale (TF), aveva tutto il diritto di ritirare il testo. Secondo la stessa corte suprema, che ha respinto diversi ricorsi in merito, tale ritiro non pregiudica la libertà di voto. L’iniziativa popolare promossa dal PPD era stata respinta di misura alle urne il 28 febbraio 2016. In seguito, nel 2019, il TF ha annullato la votazione federale poiché aveva giudicato - così come contestava anche il partito promotore - che essa fosse stata falsata dalle informazioni errate fornite dal Consiglio federale. Il governo, nel giustificare la sua opposizione alla proposta di modifica costituzionale, aveva infatti indicato che solo 80’000 coppie di coniugi con doppio reddito erano fiscalmente penalizzate. Due anni dopo si è però saputo che il loro numero era in realtà di 454’000. Così facendo, l’Esecutivo ha violato il suo obbligo d’informazione e trasparenza. La decisione di invalidare un voto è una prima assoluta dal 1848, anno di nascita dello Stato federale.

Il testo non è mai tornato alle urne
Invece di ritornare al voto con la stessa iniziativa, il comitato promotore ha però deciso a inizio 2020 di ritirare il testo per presentarne uno nuovo e leggermente modificato. Di conseguenza, l’iniziativa - su cui si sarebbe rivotato quest’anno, a settembre - non è mai tornata alle urne. Un’associazione e diversi privati hanno dunque presentato ricorso contro il ritiro dell’iniziativa. La sezione svizzera dell’associazione cristiana Human Life International (HLI) aveva infatti già indicato a suo tempo di volersi rivolgere al Tribunale federale. HLI si fondava su una perizia giuridica di un’avvocata zurighese secondo cui il ritiro non è ammissibile se una votazione ha già avuto luogo.

Il ritiro dell’iniziativa è possibile

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ricorda che secondo la Legge federale sui diritti politici, un’iniziativa può essere ritirata dal comitato promotore fino al giorno nel quale il Consiglio federale fissa la data della votazione. I giudici di Losanna ritengono che questa disposizione sia applicabile anche quando una votazione è stata annullata e deve essere fissata una nuova data. Lo scopo della legge è quello di fissare un limite di tempo per evitare che all’ultimo momento ci siano dubbi sull’effettivo svolgimento o meno di una votazione. Ritirando il suo testo quando la data della votazione non era ancora stata fissata, il comitato d’iniziativa non ha violato la libertà di voto.

Travagliata iniziativa

Dopo l’annullamento del voto del 2016 da parte del TF, i democristiani avevano indicato di voler rinunciare al ritorno alle urne con lo stesso testo, contestato per la definizione che dava di questo istituto giuridico: la sola unione tra un uomo e una donna. Nel corso dello scorso mese di gennaio, il PPD aveva annunciato da un lato il ritiro del testo e dall’altro il lancio di una nuova iniziativa che potrà essere applicata anche a coppie omosessuali in regime di unione domestica registrata.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata