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La reazione
Pedoni coinvolti in incidenti, "Bisogna educare i colpevoli e non le vittime"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
Mobilità pedonale Svizzera commenta i dati pubblicati dall'Ufficio federale delle strade (Ustra) sugli incidenti stradali registrati lo scorso anno, spiegando come "i pedoni dipendono soprattutto dal rispetto delle regole di circolazione dei conducenti".

42 decessi e 476 feriti gravi. È il bilancio degli incidenti che lo scorso anno hanno coinvolto dei pedoni, con un incremento dei morti sulle strisce pedonali passato dai 9 del 2022 ai 24 dello scorso anno. "Siamo preoccupati per questo incremento del 18%", scrive Mobilità pedonale svizzera commentando i dati dell'Ufficio federale di statistica. "I pedoni, i quali viaggiano nel traffico senza protezione, dipendono soprattutto dal rispetto delle regole di circolazione dei conducenti di veicoli a motore".

Le richieste alle autorità

L'associazione, che da oltre trent'anni si occupa di tutelare i pedoni, alla luce dei dati diramati da Berna chiede "alla polizia di far rispettare più spesso il diritto di precedenza sulle strisce pedonali". I pedoni, viene spiegato, "dipendono dalla corretta applicazione del diritto di precedenza da parte dei conducenti. È importante sottolineare che all’interno del traffico pedonale ci sono anche persone che non sono in grado di reagire in modo appropriato a comportamenti scorretti da parte di automobilisti (a causa di disabilità motorie, cognitive o a causa dell’età)".

"Bisogna educare i colpevoli, non le vittime"

I rapporti sugli incidenti, si legge nella nota, "contengono spesso regole di comportamento o consigli rivolti unilateralmente ai pedoni, dando l’impressione che gli stessi siano da biasimare in caso di incidente. I dati mostrano, però, una realtà diversa: i pedoni sono soltanto in un quinto dei casi la causa di un incidente". Per questo, stando a Mobilità pedonale svizzera, "le campagne di prevenzione dovrebbero rivolgersi più spesso ai responsabili della maggior parte degli incidenti, come nel caso della campagna di sicurezza stradale 'Fermatevi per gli scolari'".

Le critiche al limite delle zone30

Alla luce dell’aumento del numero di morti e feriti grave tra i pedoni, l'Associazione si dice "costernata nel constatare che il Parlamento vuole limitare l’uso dei limiti di velocità di 30 km/h, poiché questo significa limitare l’utilizzo di una misura efficace ed economica che può ridurre i feriti e le conseguenze sulle strade". E qui viene citato uno studio dell'Ufficio prevenzione e infortuni (Upi), secondo cui "più di un terzo di tutti gli incidenti gravi sarebbe stato evitato se il limite di velocità di 30 km/h fosse stato applicato. Altri paesi e città in Europa stanno mostrando proprio oggi la via che potrebbe anche adottare la Svizzera; la città di Bruxelles è riuscita a dimezzare il numero di vittime sulle strade grazie ad un limite generale di 30 km/h, mentre Helsinki, con lo stesso metodo, non ha registrato più incidenti mortali a piedi o in bicicletta nel 2019".