
La diocesi di Coira sta esaminando una decina di altri casi di sospetti abusi sessuali da parte di preti. Lo ha detto oggi all'ATS il vicario episcopale Christoph Casetti, precisando che i casi riguardano i cantoni di Zurigo, Grigioni e Svitto. La diocesi ha ricevuto segnalazioni da vittime, parenti di vittime e terzi. Intanto è emerso che anche nell'abbazia di Einsiedeln (SZ) si sono verificati abusi.Stando a Casetti, nessuno dei casi riguarda il prete di Schübelbach (SZ), che negli scorsi giorni ha confessato di aver abusato sessualmente di alcuni minori e si è dimesso dall'incarico. I fatti risalgono in parte a diversi decenni fa. In un caso l'autore degli abusi è nel frattempo morto. La diocesi chiede ad eventuali altre vittime di rivolgersi ai sei interlocutori dell'organo diocesano specializzato "Abusi sessuali nella cura d'anime". Si tratta di psicologi, teologi e giuristi."In primo luogo ora vogliamo aiutare le vittime ed esaminare le segnalazioni attuali", ha sottolineato Casetti. Nel contempo la diocesi cerca però di ottenere una visione d'insieme di quanto successo negli ultimi 50 anni. Nella sua funzione di vicario episcopale, che svolge dal 1982, egli è venuto a conoscenza di altri sei casi ormai chiusi, ha spiegato Casetti aggiungendo di non essere "però al corrente di tutti gli episodi".Intanto l'abbazia di Einsiedeln, che sebbene sia situata nel territorio della diocesi di Coira non ne fa parte in quanto immediatamente soggetta alla Santa Sede, ha fatto sapere stasera che dagli anni Settanta nel suo collegio cinque confratelli si sono resi responsabili di atti sessuali con allievi. Non tutti gli abusi sono avvenuti nella scuola, ha comunicato il monastero reagendo a rivelazioni della trasmissione "Schweiz aktuell" della televisione svizzerotedesca.In nessun caso è stata sporta denuncia "perché le vittime vi hanno rinunciato o perché gli esperti esterni interpellati non hanno considerato i fatti rilevanti dal punto di vista penale". I cinque confratelli continuano a vivere nella comunità dell'abbazia, si legge nella nota. "Ma nessuno di essi è più attivo nel collegio, e altri non vi hanno mai lavorato come docenti".Quanto al caso degli abusi confessati dal prete di Schübelbach (SZ) - di cui si è saputo nei giorni scorsi e che secondo una vittima si sarebbero verificati negli anni '60 e '70 a Mehrerau presso Bregenz (A) e a Birnau (D), entrambe situate sulle rive del Lago di Costanza - Casetti ha ribadito quanto già indicato mercoledì: la diocesi di Coira al momento dell'impiego del padre a Schübelbach non era al corrente dei fatti di Mehrerau, nonostante siano stati condotti colloqui approfonditi con i responsabili del monastero. "Se avessimo saputo dei suoi abusi non l'avremmo ingaggiato", ha sottolineato il vicario episcopale.Invece la diocesi di Basilea - alla quale sottostà la parrocchia di Baden (AG) presso la quale il padre era attivo dal 1971 al 1987, dapprima come prete ausiliario e dal 1978 come vicario - in seguito a ricerche in archivio è giunta alla conclusione che i responsabili di allora erano al corrente dei precedenti del padre.Quando quest'ultimo è entrato in servizio nella località svittese, nel 1992, "i responsabili della diocesi di Basilea apparentamente sapevano che egli aveva dovuto lasciare i precedenti incarichi a causa di atti sessuali illeciti", scrive oggi la curia vescovile sul suo sito internet dopo ricerche della trasmissione d'informazione "10vor10" della televisione svizzerotedesca.In accordo col superiore dell'ordine "è stato approvato il suo impegno alle seguenti condizioni: cure mediche e accompagnamento da parte del prete responsabile". "Dal punto di vista attuale le circostanze del suo impiego dal 1978 (nonostante precedenti in questo ambito) vanno definite un errore ingiustificabile", scrive ancora la diocesi.Complessivamente negli ultimi quindici anni la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) ha ricevuto sessanta segnalazioni d
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