
Le piccole e medie imprese (PMI) svizzere temono un forte calo del consumo. Le loro crescenti inquietudini sono legate all'inflazione debole, secondo un sondaggio dell'assicuratore Zurich. Per il 42,5% dei responsabili delle PMI in Svizzera, la debolezza della domanda rappresenta il rischio più grande. In rapporto al 2014, questa cifra è in aumento del 13%, indica l'inchiesta pubblicata oggi da Zurich e realizzata presso 200 aziende. La colpa è la bassa inflazione, che ha per effetto di ritardare gli acquisti. "Un'inflazione debole, ossia una deflazione, può risultare problematica per le prospettive commerciali", ricorda il capo economista di Zurich, Guy Miller, citato nel comunicato dell'assicuratore. Un calo del consumo grava sul fatturato e frena gli investimenti. Sull'insieme del 2015, i prezzi in Svizzera hanno registrato una diminuzione dell'1,1% rispetto al 2014. In dicembre, sono scesi in media dello 0,4% rispetto al mese precedente, ha indicato venerdì l'Ufficio federale di statistica. Nella lista delle preoccupazioni, la forte concorrenza (33%) si piazza al secondo posto, seguono i problemi fiscali (16,5%), le minacce alla reputazione dell'impresa e la perdita di collaboratori. Le PMI si vedono costrette a cercare nuove fonti di crescita diversificando la loro gamma di prodotti. Un interpellato su quattro ripone le speranze sui nuovi segmenti della clientela. Un quarto conta ancora sui risparmi e il 21,5% mira a condizioni di credito attrattive.
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