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Svizzera
Paura del Covid, gli over-65 lasciano le case anziani
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
A livello nazionale, quest’anno, il tasso di occupazione degli ospizi è diminuito del 3% e molti non si trasferiscono più. Se continua così, molti istituti rischiano problemi finanziari

Nessun settore forse è stato colpito più duramente di quello delle case anziani, soprattutto in Ticino, dove è avvenuta poco meno della metà dei decessi dovuti al Covid-19. Per questo adesso secondo il SonntagsBlick, gli over-65, comprensibilmente, se possono le evitano: “Molti anziani che si erano già registrati alla fine hanno disdetto o posticipato a causa della pandemia”, ha comunicato al domenicale Markus Leser dell’associazione mantello per le case per anziani svizzere Curaviva. Infatti, da un rilevamento su 400 ospizi, nel corso del 2020 il tasso di occupazione è diminuito del 3%.

Possibili problemi economici
Questa riduzione, che rappresenta la variazione anomala più marcata degli ultimi anni, rischia di essere un problema: infatti, normalmente, il tasso di occupazione delle case anziani è normalmente del 93%. “Se questa percentuale dovesse diminuire ancora, raggiungendo valori troppo bassi”, spiega Leser, “a questo punto inizieremo ad avere problemi finanziari”. Questo è anche uno dei motivi, spiega il Blick, per il quale si stanno valutando alternative al classico reparto infermieristico, con più assistenza a casa o offerte giornaliere individuali.

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