
Per motivi di forma, il Consiglio federale non vuole sottoporre al Parlamento per approvazione il Patto Onu per la migrazione. Invita quindi il plenum a respingere tre mozioni in tal senso presentate dalla Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati e dalle Commissioni delle istituzioni politiche dei due rami del Parlamento. Il dibattito si terrà durante la sessione invernale che incomincerà lunedì.
Come ricorda nella sua risposta scritta odierna, il Consiglio federale ha deciso mercoledì di soprassedere alla firma dell'intesa prevista per il 10 e 11 dicembre a Marrakech, in Marocco. Il Governo ha compiuto questo passo proprio sulla scorta delle critiche emesse dalle commissioni.
Benché l'esecutivo sia giunto nella sua analisi alla conclusione che il patto rispecchia gli interessi della Svizzera, il Collegio ha preso atto e comprende che in seno al Parlamento vi sia bisogno di chiarimenti e discussioni riguardo a questo documento, si legge.
Tuttavia, raccomanda di respingere le mozioni per ragioni formali dal momento che la Costituzione federale (articolo 184, n.d.r) motiva la competenza generale del Consiglio federale di concludere accordi giuridicamente non vincolanti.
Il coinvolgimento delle commissioni parlamentari è stato garantito mediante le consultazioni delle competenti commissioni, conformemente a quanto sancito dalla legge sul Parlamento, aggiunge il Governo.
Nelle sue risposte ad altri quesiti sul Patto per la migrazione, il Consiglio federale respinge anche due mozioni, entrambe inoltrate da esponenti dell'UDC, che chiedono all'esecutivo di non sottoscrivere il documento in questione.
Per l'esecutivo, il Patto non è giuridicamente vincolante e garantisce la gestione indipendente dell'immigrazione. Nel caso di un'approvazione formale di quest'ultimo da parte della Svizzera, "il Governo dovrebbe definire la portata politica del Patto per il nostro Paese in una relativa dichiarazione".
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