
Aumenta vertiginosamente il numero di ricorsi contro i risultati della votazione del 17 maggio sul passaporto biometrico: finora nelle cancellerie di 22 cantoni ne sono giunti 460. Ricorsi sono stati inoltrati in praticamente tutti i cantoni: solo in quattro - Ticino, Neuchàtel, Giura ed Appenzello Interno - non si è finora mosso nulla. È quanto emerge da un'inchiesta condotta dall'ATS presso le cancellerie cantonali. La maggiore opposizione si riscontra nella Svizzera centrale: il solo cantone di Lucerna ha ricevuto circa 250 ricorsi, mentre Svitto ne ha raccolti 70. Gli avversari del passaporto biometrico esigono che i governi cantonali non convalidino il risultato della votazione e procedano a un nuovo scrutinio. Qualora la loro richiesta dovesse essere respinta, chiedono che si proceda a un nuovo conteggio delle schede. Secondo la legge federale sui diritti politici, i ricorsi che riguardano le votazioni devono essere indirizzati alle cancellerie cantonali ed essere inoltrati al più tardi entro tre giorni dalla pubblicazione del risultato della votazione federale nel foglio ufficiale del cantone. Nella maggior parte dei casi tale termine è già scaduto. In seguito il governo cantonale ha 10 giorni per accettare o respingere il ricorso. Finora nessun cantone ha ancora pubblicato alcuna decisione in merito. La maggior parte dei ricorrenti ha utilizzato i modelli di lettere messi a disposizione su internet dall'associazione Geistige Landesverteidigung (Difesa spirituale del paese), gruppo che contesta l'esito dello scrutinio adducendo irregolarità nella procedura di spoglio delle schede. L'introduzione dei nuovi documenti è stata approvata dal 50,1% dei votanti. Lo scarto tra favorevoli e oppositori era stato di sole 5504 schede. I partiti sconfitti nello scrutinio - Unione democratica di centro (UDC), Partito socialista (PS) e Verdi - hanno rinunciato a inoltrare un ricorso. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

