
La previdenza vecchiaia deve essere riformata più velocemente rispetto a quanto previsto dal Consiglio federale, affermano i partiti di destra. PLR, PPD, UDC, PBD e Verdi liberali hanno chiesto, in una conferenza stampa oggi a Berna, di introdurre al più presto l'aumento dell'età di pensionamento per le donne a 65 anni e il freno all'indebitamento dell'AVS. I cinque partiti non condividono il piano globale per riformare l'AVS e la previdenza professionale entro il 2020 presentato dal consigliere federale Alain Berset. Dopo il fallimento subito da tutti i progetti di revisione della previdenza vecchiaia, è difficile credere che un pacchetto globale abbia maggiori possibilità di essere accettato, afferma il consigliere nazionale Thomas Weibel (Verdi lib/ZH). La destra chiede di separare i vari dossier e di procedere velocemente iniziando dall'aumento dell'età di pensionamento delle donne e dal freno all'indebitamento dell'AVS. Bisogna trovare un "denominatore comune" per accelerare, osserva Ignazio Cassis (PLR/TI). Per il secondo pilastro, l'alleanza borghese non ha una soluzione comune. "Tocca all'esecutivo presentare un progetto concreto, gli chiediamo solo di non aspettare fino al 2020", precisa Guy Parmelin (UDC/VD) I cinque partiti inoltreranno in gennaio un'iniziativa parlamentare per l'introduzione del freno della spese nell'AVS. Un testo che chiede di aumentare l'età di pensionamento delle donne è già all'esame della commissione della sicurezza sociale del Consiglio degli Stati e ha ricevuto il via libera della corrispondente commissione del Nazionale. Per il Partito socialista presentando misure separate PLR, PDC, UDC, PBD e Verdi liberali rischiano di "uccidere la riforma sul nascere". La destra ha dimenticato che misure di questo tipo sono già state bocciate in votazione e "si sbaglia di grosso se pensa di poter imporre i suoi progetti di assicurazione sociale senza tener conto della volontà popolare", precisa un comunicato. ATS
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