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Svizzera
Parmelin: «Si eviti il monopolio dell'IA, serve una regolamentazione»
© PRESS INFORMATON BUREAU HANDOUT
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Ats
8 ore fa
Lo ha dichiarato il presidente della Confederazione in occasione del vertice mondiale a New Delhi – Attualmente Stati Uniti e Cina controllano la stragrande maggioranza della ricerca e degli investimenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale

Gli Stati Uniti e la Cina controllano attualmente la stragrande maggioranza della ricerca e degli investimenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale (IA). «Bisogna evitare un monopolio o un duopolio», ha dichiarato il presidente della Confederazione Guy Parmelin in occasione del vertice mondiale sull'IA 2026 a New Delhi.

Governance globale

Alcuni grandi Paesi hanno guadagnato un notevole vantaggio. È indispensabile creare una controparte equilibrata: altri Paesi devono organizzarsi e promuovere una governance globale, ha proseguito il ministro dell'economia e della ricerca durante un punto stampa al padiglione svizzero. Parmelin ha citato come esempi l'India, la Corea del Sud, la Francia e la Svizzera.

Tra i Paesi più piccoli esistono ampie possibilità di cooperazione e innovazione. Accogliendo il vertice nel 2027 a Ginevra, la Svizzera potrà proseguire il percorso avviato dall'India con questo «evento storico». «Non si può fare a meno del resto del mondo: gli Stati Uniti e la Cina dovranno rendersene conto», ha sottolineato Parmelin.

Regolazione in discussione

Finora l'IA si è sviluppata in modo libero, ma ora «stiamo arrivando al momento in cui si pone la questione di una certa regolazione», ha ammesso il presidente della Confederazione. Tuttavia sarebbe prematuro imporre un quadro normativo prima di lasciare spazio all'innovazione.

In vista del prossimo vertice a Ginevra non è ancora sul tavolo una roadmap per una regolazione globale. «Ce lo dirà il futuro», ha aggiunto Parmelin: la tecnologia evolve così rapidamente che entro il prossimo anno potrebbero emergere nuovi elementi da considerare.

Preoccupazioni per occupazione ed energia

Parmelin non ha nascosto le sue preoccupazioni per i «pericoli» legati all'IA, a partire dall'impatto sull'occupazione. «Dobbiamo convivere con il progresso», ha detto, ma «c'è una reale inquietudine tra i cittadini per il rischio di perdere l'impiego», non solo in Svizzera. Senza risposte adeguate si rischia una grave crisi sociale.

Un altro pericolo è il consumo energetico galoppante dell'IA: una delle principali sfide dei prossimi anni sarà ridurlo. «Oggi ho visitato stand di start-up che presentano nuovi chip più efficienti dal punto di vista energetico», ha concluso. «È questa la strada da seguire».