
Un faccia a faccia ai margini del meeting primaverile della Banca mondiale: il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha incontrato ieri il rappresentante per il commercio statunitense Jamieson Greer. Obiettivo: fare il punto sui negoziati per un accordo commerciale tra Svizzera e Stati Uniti. «Non si tratta di andare avanti velocemente o lentamente, ma di avere chiarezza», ha affermato Parmelin.
Entrambi le parti hanno interesse a sviluppare qualcosa
L'abboccamento è avvenuto a Washington. Parmelin, che è anche ministro dell'economia, ha parlato ai giornalisti al termine del colloquio. «Credo che entrambe le parti abbiano interesse a sviluppare qualcosa in un quadro chiaro su cui si possa fare affidamento in futuro», ha dichiarato.
Scambio gradevole
Greer è l'interlocutore di Parmelin dall'inizio della vertenza doganale, un anno fa. Il presidente della Confederazione ha definito lo scambio gradevole come sempre. Lo scopo è stato quello di fare il punto sui negoziati finora condotti per pianificare i prossimi passi. Parmelin ha però evitato di entrare nei dettagli: «Se lo si fa, si perde», ha commentato il ministro, sottolineando la delicatezza della trattativa.
L'accusa di violare le leggi commerciali
A complicare il quadro, a metà marzo gli Stati Uniti hanno avviato indagini nei confronti della Svizzera e di molti altri paesi per presunta violazione delle leggi commerciali. Gli americani accusano tali stati di «pratiche commerciali sleali o discriminatorie». Il Consiglio federale respinge le accuse. «Abbiamo esposto per iscritto il nostro punto di vista entro i termini. Ora la procedura continua e potremo eventualmente reagire a determinate affermazioni che riteniamo errate», ha spiegato Parmelin. Il 66enne ha tenuto a precisare che si tratta di un procedimento separato, «che non ha direttamente a che fare con i negoziati per un accordo commerciale».

