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Svizzera
Parmelin e Maurer si scontrano sul Kosovo
Parmelin e Maurer si scontrano sul Kosovo
Parmelin e Maurer si scontrano sul Kosovo
Redazione
10 anni fa
Uno vuole mantenere il contingente Swisscoy, l'altro no. Oggi il Consiglio federale darà il suo verdetto

La Svizzera deve ritirare o meno dal Kosovo il suo contingente militare Swisscoy?

Il quesito sta spaccando l'UDC, con i suoi due consiglieri federali che remano in direzioni opposte, come evidenzia oggi il Tages Anzeiger.

L'attuale responsabile del Dipartimento federale della difesa, Guy Parmelin, ha annunciato di voler ridurre il corpo Swisscoy dagli attuali 235 uomini a 165, ma di voler mantenere di contingente in Kosovo almeno fino al 2021. Una decisione che non tiene minimamente conto del parere del suo predecessore, Ueli Maurer, il quale auspica invece un ritiro completo entro il 2019.

Chi la spunterà? Il Consiglio federale dovrebbe rendere nota la sua decisione oggi, giovedì. Secondo il Tages Anzeiger è probabile che si vada verso un compromesso: la missione in Kosovo verrebbe prolungata, ma rimpiazzando progressivamente il personale militare con personale civile.

Troverà quindi verosimilmente poco ascolto la mozione annunciata ieri dal democentrista ticinese Marco Chiesa per chiedere un immediato ritiro dal contingente dal Kosovo in modo da spostarlo sui confini elvetici. Una simile richiesta, avanzata alcuni mesi fa dal consigliere nazionale argoviese Hansjörg Knecht (anche lui UDC) era infatti stata respinta in toto dal Consiglio federale, che sottolineava l'importanza della presenza svizzera in Kosovo.

Il contingente Swisscoy, ricordiamo, si trova nel paese balcanico dal 1999 ed è inserito in una forza multinazionale di pace (KFOR). Oggi i soldati svizzeri lavorano principalmente nell'ambito dei trasporti e della logistica, ma sono impiegati anche in compiti di sorveglianza e mediazione. La missione costa 42 milioni di franchi all'anno alla Confederazione.

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