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Svizzera
Parlamentari: Brunner vuole tagliare indennità, no a professionisti
Redazione
12 anni fa

Altolà ai politici che, di fatto, tendono sempre più a diventare professionisti: i parlamentari federali devono incassare meno per il loro lavoro, guadagnandosi il pane soprattutto al di fuori dei corridoi di Palazzo federale. Ne è convinto il presidente dell'UDC Toni Brunner, che intende tagliare drasticamente le indennità cui hanno diritto consiglieri nazionali e agli Stati, allineandole a quelle di chi presta servizio militare. "Non vi deve più essere un incentivo finanziario a farsi eleggere in parlamento", afferma il consigliere nazionale sangallese in dichiarazioni riportate dalla "SonntagsZeitung". A suo avviso attualmente è in corso "una strisciante mutazione verso un parlamento professionistico". Per far sì che questo rimanga di milizia occorre intervenire sui compensi. L'idea di Brunner - che presenterà in proposito un'iniziativa parlamentare - è di pagare deputati e "senatori" in base ai principi dell'indennità per perdita di guadagno accordata a chi è nell'esercito. Questa copre l'80% dello stipendio, per un massimo di 6000 franchi al mese. Stando ai calcoli della "SonntagsZeitung" un parlamentare che impiega circa 70 giorni all'anno per il suo mandato a Berna arriverebbe a 18'000 franchi, cui secondo il progetto di Brunner andrebbero aggiunti 12'000 franchi quale contributo spese forfettario, per un totale quindi di 30'000 franchi. Una cifra ben diversa dai 140'000 incassati complessivamente in media oggi. Oltre ad evitare il formarsi di una casta, secondo Brunner questo sistema avrebbe anche l'effetto di snellire l'attività del parlamento, considerato che una seduta a Berna non renderà più finanziariamente. In tal modo gli imprenditori indipendenti tornerebbero ad impegnarsi maggiormente in politica. Secondo il domenicale la proposta di Brunner rischia di scontrarsi con una forte opposizione. Vi sono infatti ormai sempre più parlamentari che esercitano di fatto il loro mandato come una professione a tempo pieno. C'è anche chi si chiede se un sistema del genere non favorisca chi guadagna bene e chi si fa assumere da organizzazioni professionali. Per la consigliera nazionale Jacqueline Badran (PS/ZH) si rischierebbe di avere rappresentanti del popolo al soldo dell'economia. "Noi parlamentari dobbiamo guadagnare abbastanza da essere sempre indipendenti", ha spiegato Badran alla "SonntagsZeitung". Brunner è però convinto della sua idea e nel caso che il progetto dovesse naufragare in parlamento non esclude di ricorrere al sovrano democratico. "Un'iniziativa popolare per un parlamento di milizia snello potrebbe essere un'opzione", conclude.

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