
Il tentativo di concretizzare la parità salariale attraverso un ciclo di trattative tra partner sociali lanciato nel 2009 è fallito: lo ha sostenuto oggi a Berna la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga al congresso delle donne dell'Unione sindacale svizzera (USS), annunciando proposte concrete entro la fine del 2014. I partecipanti al "dialogo sulla parità salariale" sono concordi nell'affermare che l'obiettivo del progetto non è stato raggiunto, ha detto Sommaruga alle 200 partecipanti al Congresso. I negoziati avviati nel 2009 hanno portato solo a progressi minimi, ha dal canto suo sottolineato l'USS. L'obiettivo del progetto, lanciato nel 2009 con una durata di cinque anni - fino a febbraio 2014 -, era quello di indurre i dirigenti di un centinaio di aziende a far analizzare il proprio sistema salariale, ponendo rimedio alle eventuali discrepanze di remunerazione tra uomini e donne impegnati nella stessa attività. Solo una ventina di imprese ha concluso il progetto e altre 20 lo hanno iniziato. "Visto il magro bilancio", secondo Sommaruga non ha senso prolungare di altri due anni il progetto, possibilità avanzata nel 2009 al momento del suo lancio. Poiché l'economia non ha creato da sola le condizioni di parità salariale, la politica deve intervenire, ha sottolineato. La ministra socialista ha promesso di sottoporre l'anno prossimo proposte concrete al Consiglio federale sui mezzi statali attraverso i quali applicare la parità salariale. Attualmente il suo dipartimento esamina strumenti per lottare contro le discriminazioni salariali adottati in quattordici paesi. La parità salariale uomo-donna figura nella Costituzione da 30 anni e nella legge da 17: il tempo delle trattative è finito, occorre ora passare ai controlli e alle sanzioni, hanno sottolineano le donne dell'USS.
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