
Il Tribunale federale (TF) di Losanna ha confermato la revoca del permesso di domicilio di un 67enne cittadino americano condannato a 3 anni e mezzo di carcere per aver abusato di una 14enne. La suprema Corte federale ha ribaltato la sentenza di secondo grado del Tribunale cantonale ginevrino, che aveva annullato la revoca del permesso optando per una semplice ammonimento.
I fatti risalgono all’estate del 2009. L’allora 57enne, arrivato in Svizzera nel 1979 grazie al matrimonio con una cittadina elvetica, aveva pagato una 40enne thailandese per poter avere dei rapporti con la figlia 14enne. La donna aveva in seguito spiegato di aver fatto prostituire la figlia per potersi pagare la droga. Il 13 agosto aveva l'uomo aveva condotto le due in un appartamento vuoto vicino al suo domicilio e aveva costretto la giovane a un rapporto orale, ignorandone le richieste d’aiuto. Dopo aver dato 700 franchi alla madre della giovane, l’uomo si era accordato per altri incontri, che non si sono fortunatamente verificati. Come se non bastasse, nel febbraio del 2013 era stato pizzicato mentre guidava con il 2,92 per mille.
Condannato 2015 per reati sessuali il 28 ottobre 2015, il Dipartimento di sicurezza ed economia del Canton Ginevra gli aveva revocato il permesso di domicilio. Un primo ricorso era stato respinto dal Tribunale amministrativo di prima istanza ma, il 7 agosto 2018, la Corte di giustizia aveva deciso di ‘graziarlo’ optando per un semplice ammonimento. La sentenza non era andata giù alla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), che aveva ricorso in ultima istanza al TF.
I supremi giudici federali le hanno dato ragione, confermando quanto deciso dalle autorità cantonali. In sostanza la Corte federale ha concluso che, alla luce del gravissimo reato di cui il 67enne si era macchiato, l’interesse pubblico nell’allontanarlo dalla Svizzera prevalesse sul suo interesse privato nel rimanervi.
(Sentenza 2C_781/2018 del 28 agosto 2019)
nic
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

