Cerca e trova immobili
Zurigo
Padre condannato per il rapimento del figlio
© Shutterstock
© Shutterstock
Ats
5 ore fa
La corte ha ritenuto l'uomo colpevole di rapimento, sottrazione di minore e coazione per aver rapito il figlio portandolo in Giordania, nonostante la madre avesse la custodia

Un padre di 44 anni è stato condannato oggi dal Tribunale distrettuale di Zurigo a sei anni di prigione per aver rapido il figlio portandolo in Giordania, nonostante fosse la madre ad avere la custodia. La corte ha ritenuto l'uomo colpevole di rapimento, sottrazione di minore e coazione. Oltre alla pena detentiva verrà espulso dalla Svizzera per dieci anni.

I fatti

I fatti risalgono al 2015. All'epoca il padre aveva detto alla madre che avrebbe portato il bimbo - allora di 3 anni - allo zoo. In realtà il 44enne si è recato all'aeroporto e ha preso assieme al figlio un volo per Amman. Il bambino da allora non è più tornato in Svizzera e la madre non ha più potuto avere alcun contatto con lui. «Le è stata sottratta l'intera infanzia con suo figlio», ha affermato in tribunale l'avvocato della donna. Il procuratore ha usato parole ancora più forti: «Il rapimento ha significato per la madre la perdita totale del figlio, paragonabile alla sua morte».

I tentativi della madre di riportate a casa il figlio

La madre, di professione architetta, ha cercato per tutti i questi anni di riportare a casa il figlio. Dieci anni dopo il rapimento, precisamente il primo giugno 2025, il padre è stato arrestato in Germania. Un mese dopo è stato estradato in Svizzera e da allora si trova in detenzione preventiva.

Il figlio non si sente vittima di rapimento

Il figlio ha 13 anni, è «in buona salute e sportivo», ha detto il 44enne. Non avrebbe inoltre subito alcun danno a causa del suo soggiorno in Giordania: «Sono un padre molto premuroso», ha aggiunto l'imputato. Il ragazzo parla arabo e inglese. Dal canto suo il giovane, rappresentato da un legale, ha fatto sapere di non sentirsi vittima di un rapimento e di essere a suo agio in Giordania. Ha chiesto quindi l'assoluzione del padre o una condanna a una pena lieve. Gli avvocati della madre hanno però messo in dubbio che si trattassero di vere dichiarazioni del ragazzo, quanto piuttosto di un testo scritto dalla famiglia.