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Svizzera
Ottenne l'asilo sotto falsa identità, non può (ancora) diventare svizzero
Ottenne l'asilo sotto falsa identità, non può (ancora) diventare svizzero
Ottenne l'asilo sotto falsa identità, non può (ancora) diventare svizzero
Redazione
7 anni fa
Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso di un 38enne iraniano, che si era fatto passare per iracheno

Un 38enne cittadino iraniano non potrà (per ora) diventare svizzero. Lo ha recentemente deciso il Tribunale amministrativo federale respingendo un suo ricorso presentato contro la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) del 3 marzo 2017 di negargli la naturalizzazione agevolata.

L’uomo, infatti, era stato condannato il 15 settembre 2015 a una pena pecuniaria sospesa per un periodo di prova di due anni per via di fatto, ingiurie e minaccia e il TAF gli ha rammentato che potrà presentare una domanda si naturalizzazione solo 6 mesi dopo la fine del suddetto periodo di prova.

Dalla sentenza dei giudici sangallesi emerge inoltre che l’uomo era arrivato in Svizzera a fine settembre 2001, presentando una domanda d’asilo sotto falsa identità. L’allora Ufficio federale della migrazione non si era accorto dell’inganno visto il suo “inverosimile racconto” ma aveva rifiutato la sua domanda d’asilo. Tuttavia e aveva ritenuto inesigibile il suo rinvio in Iraq, concedendogli l’ammissione provvisoria.

Nel 2007 aveva infine ottenuto un permesso umanitario sotto la sua falsa identità, regolarizzando la sua situazione grazie al matrimonio, contratto nel 2012, con una cittadina elvetica con cui è tuttora sposato e che gli ha permesso di beneficiare di un’autorizzazione di soggiorno per motivi umanitari. A fine luglio 2018 aveva infine presentato una richiesta di naturalizzazione agevolata.

(Sentenza F-2022/2017 del 13 febbraio 2019)

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