
Ospedali, cliniche e istituti di cura svizzeri necessitano di circa il doppio di medici di quanti ne vengano formati attualmente, stima l'organizzazione del ramo H+. Ad attenuare un po' il problema è il personale proveniente dall'estero, che a seconda della categoria professionale rappresenta fino al 40% degli effettivi totali. Stando a un sondaggio dell'istituto di ricerca gfs.bern commissionato da H+ la penuria di personale si inasprisce però costantemente. Quasi i tre quarti dei nosocomi dispongono attualmente di posti di lavoro che non riescono ad assegnare, un problema che considerano da grave a molto grave, hanno spiegato oggi i rappresentanti di H+ in una conferenza stampa a Berna. Stando all'organizzazione, negli ultimi anni il personale medico mancante è stato reclutato all'estero. Nelle cure ormai il 40% degli occupati sono stranieri, e il 27% dei medici ospedalieri provengono dall'Unione europea. H+ e i responsabili del personale dei nosocomi sperano che la situazione possa rasserenarsi con una migliore formazione. Di circa 3'400 interessati solo un migliaio riesce ad ottenere un posto di studio in medicina umana, critica H+. Come la Federazione dei medici svizzeri (FMH) e il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST), anche gli ospedali chiedono quindi più posti di studio e la revoca del numerus clausus. Inoltre le professioni del settore sanitario vanno rese più attraenti tramite prospettive di carriera, salari più elevati e migliori condizioni quadro per il lavoro a tempo parziale. Vanno inoltre rafforzati i programmi per chi vuole riprendere a lavorare. La terza Giornata nazionale degli ospedali, che ricorre il 19 settembre, sarà dedicata alla promozione delle giovani leve. Un'ottantina di nosocomi, cliniche e istituti di cura presenteranno agli interessati le professioni del settore e ne illustreranno le prospettive. I rappresentanti di H+ hanno colto l'occasione per sottolineare la loro posizione in materia di revisione della Legge sull'assicurazione malattie (LAMal), che verrà discussa nella sessione autunnale delle Camere federali. L'organizzazione dice sì al servizio medico telefonico cui gli assicurati possono rivolgersi per una prima consulenza e all'aumento della percentuale dei costi a carico del paziente. Respinge invece l'introduzione di un contributo per la consultazione di 30 franchi per le prime sei visite mediche, così come la possibilità di attribuire al Consiglio federale la competenza di ridurre le tariffe nel caso di un aumento dei costi superiore alla media e la possibilità, per i Cantoni, di conferire mandati di prestazione per le cure ospedaliere ambulatoriali. H+ chiede anche una compensazione dei rischi efficace. ATS
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