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Svizzera
Ospedali: "salute" finanziaria leggermente migliorata nel 2013
Redazione
12 anni fa

Nel 2013 la situazione finanziaria degli ospedali svizzeri è leggermente migliorata rispetto all'anno prima. L'EBITDA (utile prima della deduzione di interessi, imposte, ammortamenti) ha raggiunto il 6,8% secondo uno studio condotto da PricewaterhouseCoopers (PwC) e pubblicato oggi. Questo valore è tuttavia insufficiente e il futuro di certe case di cura è a rischio. Nel 2012 il margine mediano EBITDA era stato del 5,7%, ma le cifre di quell'anno non sono comparabili con quelle del 2013, in quanto il numero di ospedali presi in considerazione è passato da 20 a 27. Tra i due anni presi in esame in realtà il margine è progredito soltanto di 0,3 punti, rileva PwC, che afferma: si dovrebbe raggiungere il 10% se si volesse garantire la sopravvivenza e l'indipendenza degli ospedali pubblici. Dall'introduzione del sistema forfettario caso per caso, nel 2012, basato sulla fatturazione alla prestazione, la gestione degli ospedali è stata posta sotto pressione. L'importanza dell'utile operativo (margine EBITDA) è aumentata sia come indicatore di redditività che come obiettivo per la direzione, scriver ancora PwC che ha pubblicato lo studio per proprio conto. Senza citare i numi dei nosocomi persi in esame, lo studio rileva che l'ospedale più efficiente ha raggiunto nel 2013 una valore del 12,6%, mentre quello meno efficiente si è fermato all'1,9%. Il margine EBITDA della metà degli ospedali considerati oscilla tra 4,7% e 8,2%. Affermare che in futuro questi istituti sanitari avranno bisogno di un margine nettamente più alto non significa che realizzeranno degli utili a loro esclusivo profitto, ma che dovranno rispondere a una necessità. Lo studio sottolinea che l'ospedale ha bisogno di gran parte del margine EBITDA per coprire i suoi investimenti. La crescente concorrenza nel settore della sanità sfocerà a lungo termine a concentrazioni, cooperazione, acquisizioni o fusioni, proprio come avvenuto nel mondo delle banche e dell'energia, conclude lo studio.

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