
I cantoni devono meglio coordinarsi tra di loro in materia di pianificazione ospedaliera allo scopo di combattere l'aumento dei costi della sanità. Lo afferma il direttore di Curafutura Pius Zängerle in un'intervista pubblicata oggi dal Matin Dimanche.
Zängerle critica in particolare il discorso ambiguo dei cantoni, che da un lato dicono di voler stabilizzare i premi delle casse malattia e dall'altro fanno ognuno una propria pianificazione ospedaliera. Insomma, per il direttore di Curafutura "gli ospedali sono edifici lussuosi" costruiti "sulle spalle degli assicurati".
I cantoni dovrebbero invece coordinarsi tra di loro e "decidere chi fa cosa", sostiene Zängerle. Per la medicina di punta, bisognerebbe definire per ogni specialità uno, al massimo due siti in tutto il Paese. Grazie allo sviluppo dei trasporti, la Svizzera è infatti diventata una grande città. Per alcune malattie rare, si potrebbe inoltre anche immaginare di inviare i pazienti all'estero, afferma il direttore di Curafutura.
In merito alle obiezioni che potrebbe sollevare la popolazione, in particolare in caso di votazioni popolari, Zängerle risponde che bisogna spiegare ai cittadini che la non concentrazione porta a uno spreco di risorse sanitarie che potrebbero essere utilizzate altrove. Per questo motivo è importante che il dossier non sia di esclusiva competenza dei direttori cantonali della sanità, ma che anche quelli delle finanze possano intervenire.
Per Zängerle ci sono poi anche altri campi dove occorre agire, ad esempio sopprimendo "i grandi incentivi inappropriati", come la differenza di finanziamento tra cure ospedaliere e ambulatoriali. Anche a livello di medici bisogna intervenire: ad esempio, secondo il direttore di Curafutura, in radiologia, oftalmologia e radioterapia le tariffe sono troppo elevate, mentre i medici di famiglia sono insufficientemente retribuiti. Zängerle critica anche il ministro della sanità Alain Berset, che "privilegia gli attori a favore dell'immobilismo piuttosto che quelli che vogliono cambiare il sistema".
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