
Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha firmato oggi a Bruxelles l'accordo "Orizzonte 2020" che è stato rinegoziato con la Commissione Ue. L'intesa prevede un'adesione parziale al programma europeo di ricerca fino al 31 dicembre 2016. I ricercatori operanti in Svizzera potranno così partecipare ad alcune fasi del progetto e candidarsi per borse di studio del Consiglio europeo. Dal 2017, l'adesione dovrebbe diventare completa, a condizione che Svizzera ed Unione europea raggiungano una soluzione in materia di libera circolazione delle persone, dopo il voto del 9 febbraio "Contro l'immigrazione di massa". In caso contrario la Confederazione parteciperà ad "Orizzonte 2020" solo come Paese terzo. Alla firma odierna dell'accordo erano presenti per l'Ue il commissario per la ricerca, Carlos Moedas, e la ministra italiana per l'istruzione, l'università e la ricerca, Stefania Giannini, e per la Svizzera, il capo del Dipartimento federale della formazione, della ricerca e dell'economia, Johann Schneider-Ammann. Sebbene l'intesa non fosse ancora stata ratificata formalmente dalle due parti, già dal 15 settembre scorso, i ricercatori svizzeri possono nuovamente partecipare a "Orizzonte 2020", anche se in misura limitata. La partecipazione elvetica al programma di ricerca europeo era stata sospesa dalla Commissione Ue dopo il voto del 9 febbraio scorso e la decisione di Berna di non estendere la libera circolazione alla Croazia.
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