
Il Tribunale federale impone al Tribunale cantonale di Argovia di giudicare un ufficiale di polizia colpevole anche di lesioni personali colpose gravi. Il procedimento si riferisce all'operazione di un'unità speciale condotta nel 2009 a Wohlen (AG).
Il 25 maggio di 10 anni fa, gli agenti dell'unità speciale "Argus" erano intervenuti nell'appartamento di un cittadino serbo, all'epoca 30enne, che impugnava un coltello da cucina e minacciava di suicidarsi.
La moglie era riuscita a scappare assieme alla figlioletta di 3 anni e ad allarmare la polizia. Dopo due tentativi falliti di mediazione, sei agenti dell'unità speciale fecero irruzione nell'abitazione: uno di loro sparò due colpi da breve distanza e un altro utilizzò un taser. Colpito al ventre, il 30enne riportò gravi ferite e rimase a lungo ricoverato in ospedale.
L'ufficiale di polizia che ordinò l'intervento è stato condannato nel novembre 2017 in seconda istanza a una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote giornaliere di 180 franchi per abuso d'autorità, violazione di domicilio e danneggiamento.
Per condurre l'inchiesta è stato nominato un procuratore straordinario, che si è rivolto ai giudici di Losanna per chiedere che l'ufficiale - che oggi ha 64 anni - sia condannato anche per lesioni colpose gravi, abuso di autorità, violazione di domicilio.
La massima istanza giudiziaria ha respinto un ricorso dell'ufficiale, che chiedeva di essere prosciolto da ogni accusa, ed ha invece in parte accolto quello del procuratore. In una sentenza pubblicata oggi, il TF sottolinea come i giudici del Tribunale cantonale avessero ammesso che l'intervento delle forze speciali non era giustificato. L'uomo aveva messo in pericolo se stesso minacciando di suicidarsi, ma non sussisteva pericolo per altre persone.
Il Tribunale argoviese è ora tenuto ad emettere una sentenza che tenga conto anche della fattispecie delle lesioni personali colpose gravi e ad adattare di conseguenza la pena.
Per questa vicenda è stato giudicato anche l'agente che aveva aperto il fuoco: il poliziotto è stato assolto dalle accuse di lesioni gravi e tentato omicidio. Da notare infine che il cittadino serbo è deceduto nell'aprile del 2015. La sua morte non ha tuttavia nessun legame con i fatti del 2009. Il procedimento penale aperto nei suoi confronti è stato archiviato.
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