
Prima di pronunciarsi su una liberalizzazione degli orari d'apertura dei negozi, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale preferisce sondare il terreno. Con un voto di maggioranza ha deciso di svolgere una consultazione presso i cantoni e i partner sociali. I sindacati già minacciano il referendum.L'idea di chiedere il parere degli ambienti interessati è stata combattuta. Di fronte a un risultato di parità (12 voti contro 12), il presidente Christophe Darbellay (PPD/VS) si è pronunciato per la consultazione. La commissione si pronuncerà così soltanto nel febbraio del 2013 sulla mozione di Filippo Lombardi (PPD/TI) che sollecita un'armonizzazione parziale degli orari per i negozi.Adottata dagli Stati con 27 voti a 11, la mozione vuole permettere ai negozi di aprire i battenti in tutto il Paese almeno dalle 06.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì e dalle 06.00 alle 19.00 il sabato. I cantoni saranno liberi di adottare disposizioni più liberali. Secondo la maggioranza, è importante ascoltare gli ambienti interessati, in particolare i cantoni che potrebbero perdere una parte importante della loro autonomia in questo settore.La commissione ha anche fatto concessioni in merito al progetto che mira ad autorizzare i negozi delle stazioni di servizio a restare aperti tutta la notte e di domenica. Con 18 voti contro 5, la commissione del Nazionale si è allineata al Consiglio degli Stati per limitare questo provvedimento agli shop ubicati nelle aree di servizio autostradali e "lungo assi di circolazione importanti, fortemente frequentati dai viaggiatori".ATS
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