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Svizzera
“Ora temiamo l’aumento di violenza contro i musulmani”
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Keystone-ats
5 anni fa
L’esito positivo dell’iniziativa anti burqa preoccupa la Federazione delle organizzazioni islamiche della Svizzera. CCIS: “Islamofobia ora ancorata nella Costituzione svizzera”

Dopo il sì all’iniziativa anti burqa la Federazione delle organizzazioni islamiche della Svizzera teme per la sicurezza dei musulmani. “In Francia dopo il divieto del velo si è vista aumentare la violenza”, afferma il portavoce Pascal Gemperli.

“Siamo delusi”, ha detto Gemperli a Keystone-ATS. “Il voto ha preso di mira una specifica comunità, come successo con i minareti, e non si sa cosa verrà dopo”, ha aggiunto.

“Posso capire che molte persone abbiano votato per convinzione, per proteggere certe donne, e non sotto la spinta di intenzioni negative verso la comunità musulmana: ma comunque si creerà un’atmosfera piuttosto malsana”, ha proseguito l’addetto stampa.

“Islamofobia ora ancorata nella Costituzione svizzera”
Il divieto del velo integrale è “una grande delusione per i musulmani che sono nati e cresciuti in Svizzera”: lo afferma il Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS), secondo cui gli iniziativisti sono riusciti ad ancorare l’islamofobia nella Costituzione federale.

Spetta al Consiglio federale prendere ore le misure necessarie affinché i musulmani siano protetti dalla discriminazione, ha indicato a Keystone-ATS Ferah Ulucay, segretaria centrale della CCIS (IZRS nella sua sigla tedesca).

A suo avviso l’iniziativa non servirà a nulla. Nessuna multa è stata finora inflitta nel canton San Gallo, otto anni dopo la votazione sul divieto del burqa. I promotori hanno giocato sulle paure della popolazione, ha proseguito. Hanno dipinto scenari “come se fossimo a Kabul o in Iran”, critica Ulucay.

La CCIS promette che sarà al fianco delle donne che portano il niqab. “Le sosterremo e pagheremo le multe finché avremo le risorse per farlo: se necessario, andremo fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo”, ha concluso.

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