
Ieri 62 Stati, tra cui la Svizzera rappresentata dall'ambasciatore presso l'ONU Paul Seger, hanno firmato il primo trattato internazionale sul commercio delle armi "Arms Trade Treaty" (ATT). L'obiettivo è di garantire un commercio responsabile e contrastare le pratiche illegali, indica la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) in un comunicato odierno. Dopo vari anni di negoziati l'ATT è stato approvato dall'Assemblea generale dell'ONU il 2 aprile scorso con 154 voti favorevoli contro tre contrari (Siria, Corea del Nord e Iran). Ma 23 Paesi si sono astenuti, tra cui alcuni dei principali esportatori (Russia e Cina) o acquirenti di armi (Egitto, India, Indonesia). Ogni Paese firmatario dovrà valutare prima di qualsiasi transazione se le armi vendute rischiano di essere utilizzate per aggirare un embargo internazionale, di violare i diritti umani, o di trovarsi in mano a terroristi o criminali. La Svizzera è stata uno dei primi Paesi a firmare questo trattato e l'ambasciatore Paul Seger ha sottolineato l'importanza di un'entrata in vigore rapida e di un'applicazione coerente del trattato, indica la SECO. ATS
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