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Svizzera
ONU, Sommaruga richiama la responsabilità gli Stati membri
Keystone-ats
6 anni fa
Nel suo discorso alla 75esima assemblea, la presidente della Confederazione ha anche annunciato la candidatura della Svizzera per un seggio nel Consiglio di sicurezza

Nel suo discorso al dibattito generale della 75esima Assemblea generale dell’ONU la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha lanciato un appello alla responsabilità degli Stati membri. Il lavoro dell’ONU viene ostacolato da paesi membri che bloccano decisioni o silurano risoluzioni, ha detto la Sommaruga nel suo discorso virtuale trasmesso nella notte. Serve un’azione comune. Anche a 75 anni dalla fondazione delle Nazioni Unite - ha sottolineato - ci sono ancora guerre, più profughi che mai, una crisi climatica, milioni di persone che soffrono la fame e la parità tra uomo e donna continua a non essere realtà. Rientra nella responsabilità degli Stati membri sostenere con risolutezza l’organizzazione e aiutarla insieme a perseguire i suoi obiettivi “nell’interesse dell’umanità”, ha proseguito.

Ufficiale la candidatura della Svizzera per un seggio nel Consiglio di sicurezza
La presidente della Confederazione ha colto l’occasione anche per annunciare che la Svizzera intende rafforzare le proprie capacità e competenze nel settore del diritto internazionale umanitario e della prevenzione di conflitti: “il mio paese è pronto ad assumersi ancor più responsabilità, e per questo motivo la Svizzera si candida per la prima volta per un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza per il periodo 2023-2024”, ha spiegato la Sommaruga.

Presente anche Ignazio Cassis
Oltre che da quest’ultima, la Confederazione è rappresentata all’Assemblea generale dell’ONU anche dal ministro degli esteri Ignazio Cassis, che ha partecipato lunedì - giorno dell’apertura - a un evento virtuale per celebrare il 75esimo anniversario delle Nazioni Unite. Nel suo videomessaggio il consigliere federale aveva affermato che “abbiamo compiuto un lungo cammino dalla fondazione dell’ONU, 75 anni fa. L’aiuto umanitario, il rispetto dei diritti umani, le operazioni di pace e l’attuazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile hanno salvato e migliorato la vita di molte persone in tutto il mondo. (...) Ciononostante non possiamo accontentarci dei successi del passato. Le sfide che il mondo di oggi si trova ad affrontare - ha sottolineato anche Cassis - sono in parte le stesse - fame, conflitti, disuguaglianze o violazioni dei diritti umani - e in parte nuove - cambiamento climatico, rivoluzione digitale e nuovi equilibri geostrategici. A queste si aggiungono le crisi globali come la pandemia della COVID-19, che dimostra quanto la cooperazione tra gli Stati sia importante oggi come 75 anni fa.”

“Il mondo sta cambiando. Le nostre istituzioni devono fare lo stesso. L’ONU è forte se è pronta a raccogliere le sfide della nostra epoca. Tutti i suoi membri devono contribuirvi. (...) Il multilateralismo è necessario.”, ha sostenuto il ticinese.

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