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Svizzera
ONU preoccupata per iniziativa anti-minareti
Redazione
17 anni fa

Il comitato dei diritti umani dell'ONU è preoccupato per l'iniziativa anti-minareti e per "la campagna di affissione discriminatoria" che l'accompagna. La "Svizzera deve assicurare attivamente la libertà religiosa e combattere le incitazioni alla discriminazione, all'ostilità e alla violenza", affermano i 18 esperti dell'Onu. Dopo aver esaminato il rapporto presentato da Berna sulla situazione interna in materia di diritti umani - il terzo di questo genere dopo quelli del 1996 e del 2001 - il comitato ha emesso diverse raccomandazioni. Ha chiesto di rafforzare le competenze della commissione federale contro il razzismo in modo che quest'ultima possa indagare su tutti i casi di discriminazione o di creare un organismo indipendente a questo scopo. Le autorità inoltre dovrebbero intensificare gli sforzi per promuovere la tolleranza e il dialogo culturale ed esaminare le minacce che pesano sulle minoranze, compresa la comunità ebraica. Il comitato si dice infatti preoccupato "per l'ingente aumento degli incidenti antisemiti". Gli esperti hanno pure ricevuto informazioni su brutalità commesse dalla polizia durante l'arresto o la detenzione "in particolare contro richiedenti l'asilo e migranti" e denunciano "la mancanza nella maggior parte dei cantoni di meccanismi indipendenti per indagare su denunce inoltrate contro la polizia". Il comitato, che deplora la magra rappresentanza di minoranze nelle forze di polizia, ritiene che i responsabili di queste violenze debbano essere perseguiti e puniti e le vittime risarcite. La Confederazione dovrebbe inoltre creare una banca dati con le statistiche delle denunce contro le forze dell'ordine. Gli esperti dell'ONU raccomandano pure di migliorare le condizioni di vita nelle prigioni per "risolvere la questione urgente della sovrappopolazione, in particolare nel penitenziario di Champ-Dollon" a Ginevra. È stata espressa preoccupazione anche per le condizioni restrittive imposte ai richiedenti l'asilo per ottenere assistenza giuridica durante l'esame della loro domanda e per "le condizioni di vita inadeguate" di coloro che sono stati respinti. La Confederazione "deve proteggere i diritti fondamentali delle persone la cui domanda è stata respinta e fornire loro condizioni di vita e cure adeguate", affermano gli esperti. Le persone che rischiano persecuzioni da parte di gruppi non legati allo stato nel loro paese di origine non dovrebbero essere rimpatriate e dovrebbero essere assicurata la presenza di osservatori indipendenti durante in rinvii operati dai cantoni. Il comitato raccomanda inoltre a Berna di superare le ultime riserve riguardo al Patto dell'ONU sui diritti civili e politici, di ratificare il protocollo facoltativo e di creare un'istituzione nazionale dei diritti umani con un ampio mandato e risorse sufficienti. Si dovrebbe pure intensificare la lotta contro le violenze sulle donne, vietare la custodia dell'arma di servizio a casa e creare un registro nazionale delle armi. Gli esperti chiedono infine di rafforzare la legislazione sull'aiuto al suicidio e di risarcire le vittime di castrazioni e sterilizzazioni forzate fra il 1960 e il 1987. ATS

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