
Per la prima volta oggi - sesto anniversario dell'attentato contro la sede dell'Onu a Baghdad - le Nazioni Unite celebrano la Giornata umanitaria mondiale. L'obiettivo è di rendere omaggio agli operatori umanitari che, sempre più numerosi, hanno perso la vita in missione e di sensibilizzare l'opinione pubblica alle attività umanitarie Nel mondo. Con più di 120 operatori umanitari uccisi, il 2008 è stato un anno nero per le persone impegnate negli aiuti alle vittime di guerre, catastrofi e miseria. L'anno scorso inoltre il tasso di mortalità del personale umanitario reclutato sul piano internazionale ha superato quello delle truppe di peacekeeping, osservano amaramente le Nazioni Unite. In tutto nel 2008, 260 operatori umanitari hanno trovato la morte, sono stati rapiti o gravemente feriti in "incidenti di sicurezza" . "E un triste record", sottolinea l'Onu. Dieci anni prima, nel 1998, 69 operatori umanitari erano stati vittima di incidenti di sicurezza. La tendenza è quindi nettamente al rialzo. Secondo l'Onu, la media annuale degli attacchi contro i lavoratori umanitari negli ultimi tre anni in particolare ha registrato un'impennata e risulta quasi tre volte superiore a quella dei nove anni precedenti. Il dettaglio delle statistiche rivela che 122 operatori umanitari sono stati uccisi nel 2008 (la maggioranza reclutata sul posto) contro 36 dieci anni prima. Inoltre, 62 sono stati rapiti, contro i 18 del 1998. I Paesi più violenti sono Sudan, Afghanistan e Somalia. "Negli ultimi dieci anni, 700 operatori umanitari hanno perso la vita in attacchi, sempre più violenti e mirati. E' un vero problema con conseguenze gravi sulle operazioni ed i beneficiari degli aiuti", ha affermato a Ginevra la portavoce dell'Ufficio dell'Onu per gli affari umanitari Elysabeth Byrs. Nel dicembre 2008 l'Assemblea generale dell'Onu ha designato il 19 agosto Giornata umanitaria mondiale. La data è stata scelta in memoria del 19 agosto 2003, quando 22 persone hanno perso la vita nell'attentato contro l'ufficio delle Nazioni Unite in Iraq. Tra le vittime il diplomatico brasiliano Sergio Vieira de Mello, allora Alto commissario dell'Onu per i diritti umani e Rappresentante speciale del Segretario generale in Iraq. ATS
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