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Svizzera
Omicidio Lucie: ragazza uccisa mercoledì sera a coltellate
Redazione
17 anni fa

Lucie, la ragazza alla pari di 16 anni trovata morta domenica nell'appartamento di un 25enne a Rieden (AG), è stata uccisa la sera stessa della scomparsa, il 4 marzo. Dopo averla picchiata il presunto omicida, reo confesso, le ha inferto coltellate mortali. Lo ha indicato oggi in una conferenza stampa ad Aarau il capo della polizia giudiziaria argoviese Urs Winzenried. La vittima non presentava ferite ai genitali, ma eventuali atti sessuali non sono ancora del tutto esclusi, ha precisato da parte sua il professor Michael Thali dell'istituto di medicina legale di Berna. Il presunto autore del delitto ha indicato agli inquirenti di aver incontrato Lucie, che non conosceva, per caso alla stazione centrale di Zurigo dopo aver acquistato e consumato della droga, e di averle proposto riprese fotografiche legate a una presentazione di gioielli. La ragazza ha acconsentito. I due hanno preso dapprima il treno per Baden, poi il bus per Rieden. Tra le 15.00 e le 17.00 hanno discusso a casa del giovane le modalità del fotoshooting e bevuto qualcosa, lui alcol e lei sciroppo. La 16enne era calma e fiduciosa, ha riferito il presunto omicida, che si trova in detenzione preventiva. L'autopsia ha confermato che la ragazza non ha assunto alcool o droghe. Poi il giovane ha deciso improvvisamente di uccidere Lucie perché non vedeva una via d'uscita dalla sua situazione - disoccupazione, mancanza di soldi, rischio di venir abbandonato dalla compagna, problemi di droga e alcool - e quindi desiderava tornare in carcere. In primo piano non vi era un motivo sessuale. Verso le 19.00 egli l'ha colpita con un oggetto; vedendo che viveva ancora ha preso un coltello e l'ha finita. Stando a Winzenried, il presunto omicida ha indicato alla polizia di aver agito da solo e di non aver parlato con nessuno dell'accaduto fino a quando si è costituito alla polizia comunale di Zurigo. Ha pensato fin dall'inizio di consegnarsi, ma fino a lunedì non ha avuto il coraggio di farlo. Durante gli interrogatori egli si è mostrato calmo, controllato, cooperativo. Ha confessato tutto ma non è veramente pentito. Le dichiarazioni rilasciate sono sembrate credibili. Ha anche indicato di aver invitato altre giovani per delle sedute fotografiche e che esse lo avrebbero seguito volontariamente a casa sua. Le autorità lanciano un appello perché tutte le donne avvicinate e invitate a un fotoshooting dal presunto omicida di Lucie si mettano in contatto con il comando di polizia argoviese. Finora si sono fatte vive una trentina di donne, ma al massimo dieci di esse si sono recate a casa del giovane. Da parte sua il consigliere di Stato Kurt Wernli ha detto che le autorità argoviesi hanno agito in maniera "corretta e adeguata". Ciononostante verrà aperta un'inchiesta amministrativa guidata da una persona esterna, che verrà nominata entro fine mese. Bisognerà chiarire diversi punti, in particolare le condizioni del rilascio con la condizionale dalla casa di rieducazione al lavoro per giovani adulti Arxhof di Niederdorf (BL), il modo di procedere dell'assistente alla riabilitazione e delle autorità responsabili dell'esecuzione delle pene, nonché la sorveglianza del rispetto delle condizioni poste al rilascio. Bisogna anche esaminare se sarà necessario adeguare in maniera generale l'organizzazione dell'assistenza riabilitativa e le basi giuridiche. Intanto si è saputo che i funerali della giovane si terranno lunedì alle 14.30 nella chiesta Cristo Re di Friburgo. La funzione sarà celebrata dal vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo Bernard Genoud. Amico dei genitori della vittima, li aveva sposati e aveva battezzato Lucie quando era ancora parroco a Lessoc (FR). La cerimonia sarà pubblica, ma i genitori hanno detto di non volere macchine fotografiche e videocamere. I media saranno ammessi. ATS

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