
Saranno celebrati lunedì pomeriggio i funerali di Lucie, la ragazza friburghese uccisa lo scorso 4 marzo a Rieden, nei pressi di Baden (AG). Il presunto omicida ha confessato di aver compiuto il delitto perché voleva tornare in carcere. La cerimonia funebre, nella chiesa di Cristo Re, sarà officiata da mons. Genoud, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, lo stesso che aveva battezzato Lucie. Il dramma della ragazza ha intanto suscitato una vasta compassione popolare, come testimoniano le 85 mila adesioni giunte su un sito di Facebook.Anche la famiglia in cui Lucie era attiva quale ragazza alla pari è intenzionata a ricordarla con una cerimonia pubblica, che si terrà mercoledì sera nella chiesa di Pfäffikon (ZH). Intanto la sua morte solleva una serie di critiche. Sabato sera la sorella di Lucie si è recata a Rieden insieme a uno zio e entrambi hanno letto una lettera aperta alle autorità, puntando il dito sulle indagini. Stando a tale lettera, resa pubblica integralmente sul sito internet di "Matin Dimanche", si sollevano molte questioni e traspare tanta collera.Secondo la famiglia, il presunto omicida "avrebbe dovuto presentarsi per controlli in un centro specializzato il 3 marzo; sarebbe giunto in ritardo e gli impiegati lo avrebbero rimandato a casa. Il giorno dopo ha ucciso Lucie. Che coscienza professionale!", si legge nel documento. "Qualche testa deve cadere". Non mancano le critiche all'agire delle polizie cantonali e al modo in cui sono state comunicate e gestite le informazioni.Il presunto omicida, 25 anni, è stato trasferito venerdì dalla clinica psichiatrica di Königsfelden, nei pressi di Brugg (AG), in un luogo sconosciuto.ATS
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