Cerca e trova immobili
Svizzera
Omicidio Lucie: 25enne confessa di aver ucciso 16enne
Redazione
17 anni fa

L'uomo sospettato di aver ucciso Lucie, la ragazza alla pari di 16 anni scomparsa mercoledì da Pfäffikon (SZ) e trovata morta domenica sera a Rieden (AG), ha confessato oggi pomeriggio al giudice istruttore del distretto di Baden (AG) di aver assassinato la 16enne. Lo ha comunicato in serata la polizia cantonale aggiungendo che ulteriori informazioni saranno fornite nei prossimi giorni. Lo svizzero di 25 anni si era consegnato ieri alla polizia comunale di Zurigo. Dopo l'arresto il giovane è stato portato direttamente all'istituto di medicina legale di Berna per cercare eventuali ferite e tracce sul suo corpo, ha dichiarato stamane all'ATS il portavoce Rudolf Woodtli. Poi è stato posto in detenzione preventiva e interrogato. La polizia scientifica sta ancora effettuando rilevamenti sul luogo in cui è stato trovato il corpo dell'adolescente friburghese, l'appartamento del 25enne. Ci vorrà ancora del tempo, ha sottolineato Woodtli. Intanto l'altro arrestato, uno svizzero di 18 anni della regione di Baden che conosce il presunto omicida ma non è legato direttamente al delitto, è stato rilasciato oggi dalla detenzione preventiva. Era stato chiamato dal 25enne con il cellulare della vittima, cosa che ha permesso agli inquirenti di mettersi sulle tracce della ragazza. Gli operatori di telefonia mobile hanno l'obbligo di conservare i dati sulle chiamate dei loro clienti per almeno sei mesi, ha spiegato all'ATS la portavoce di Swisscom Myriam Ziesack. Possono infatti essere utili, oltre che in caso di contestazioni delle fatture, per rintracciare persone disperse la cui vita è in pericolo, come nel caso di Lucie. Per avere accesso ai dati è necessaria una richiesta delle autorità di perseguimento penale, che in base della Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, deve ottenere il via libera di un'autorità giudiziaria. Nel frattempo si è saputo di più sul passato del presunto omicida, pregiudicato: stando a quanto riportato ieri sera dalla trasmissione "10 vor 10" della televisione svizzerotedesca SF, nel maggio 2003 egli aggredì brutalmente un'ex collega di lavoro sotto l'influsso di alcool e droghe. Allora la clinica psichiatrica di Königsfelden (AG) effettuò una perizia. Nel 2004 il 25enne fu condannato dal Tribunale distrettuale di Bremgarten (AG). In un'e-mail inviata a "10 vor 10", di cui anche l'ATS ha una copia, l'allora presidente della corte Peter Thurnheer conferma che "nel quadro delle indagini preliminari contro l'allora 20enne è stato anche chiarito se si rendesse necessario un internamento". Gli esperti diedero parere negativo. Renato Rossi, direttore della casa di educazione al lavoro Arxhof, nel canton Basilea Campagna, in cui era stato rinchiuso il giovane, ha sostenuto nel servizio che dopo quattro anni passati nell'istituto "vi fossero buoni motivi di sperare che una cosa simile non sarebbe mai più successa". Tuttavia il suo rilascio, avvenuto nell'agosto scorso, fu sottoposto a condizioni, in particolare in relazione alla sua dipendenza visto che il delitto era avvenuto sotto l'influsso di alcool e droghe. Stando a quanto indicato da un rappresentante delle autorità a "10 vor 10", il giovane ha seguito una terapia. Il luogo e la data dei funerali della ragazza non sono ancora stati fissati. La funzione dovrebbe però essere celebrata dal vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo Bernard Genoud. Amico dei genitori della vittima, li aveva sposati e aveva battezzato Lucie quando era ancora parroco a Lessoc (FR). Genoud ha chiamato ieri sera i genitori per sostenerli moralmente. "Come loro non riesco a capire quanto è successo", ha detto sulle onde della radio romanda RSR. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata