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Svizzera
Oltre 500 richiedenti asilo manifestano a Berna contro permesso F
Redazione
8 anni fa

Oltre 500 richiedenti asilo e simpatizzanti hanno manifestato oggi a Berna contro il permesso F e le conseguenti discriminazioni. Hanno invitato i politici a revocare la categorizzazione dei permessi e a creare diritti uguali per tutti i rifugiati. "Scuola per tutti, ricongiungimento famigliare per tutti, documenti uguali per tutti, stessi diritti per tutti", chiedevano in coro i rifugiati e simpatizzanti, provenienti da tutta la Svizzera - anche da quella occidentale e dal Ticino. I manifestanti esortano in particolare al Consiglio degli Stati di abolire ogni categorizzazione per i rifugiati, di fornire un'opportunità di formazione per tutti e un permesso di viaggio generale. Secondo loro inoltre, tutte le persone in Svizzera, comprese quelle ammesse provvisoriamente, dovrebbero avere la possibilità di aprire un conto bancario e sottoscrivere un abbonamento di telefonia mobile. Nella Confederazione vivono oltre 40'000 rifugiati con statuto F. La maggior parte proviene da paesi come Eritrea, Siria Afghanistan, Somalia e Iraq. Il permesso F, o ammissione provvisoria, viene assegnato alle persone il cui allontanamento dalla Svizzera non è ammissibile, ragionevolmente esigibile o impossibile, ad esempio a causa di una guerra in corso nel Paese di origine. Tale statuto viene criticato da tempo, perché molti stranieri ammessi provvisoriamente non rimangono in Svizzera solo temporaneamente ma in modo duraturo. Integrazione resa difficile "Alle persone con lo statuto F vengono posti ostacoli all'integrazione, in modo che non mettano radici troppo solide in Svizzera", ha riferito all'ats il cineasta afgano Mortaza Shahed, che ha organizzato la manifestazione in collaborazione con amici. Sebbene le persone con tale permesso abbiano l'autorizzazione di lavorare, la possibilità di trovare un impiego o un posto di apprendistato è pari a zero, ha detto ancora Shahed. La parola "provvisoriamente" spaventa tutti datori di lavoro. Shahed ritiene inoltre offensivo il divieto di viaggiare: è un diritto fondamentale di ogni essere umano. Chi ha il permesso F non può spostarsi liberamente neppure all'interno della Confederazione. "È un'indecenza, che la Svizzera non conceda a tutti gli stessi diritti umani", ha aggiunto. La scorsa estate il Consiglio nazionale si è espresso a favore di una sostituzione dell'ammissione provvisoria con uno statuto nuovo per le persone che potrebbero essere bisognose di protezione per un lungo periodo. Il Consiglio degli Stati sarà chiamato ad esprimersi sulla riforma la prossima settimana. La commissione responsabile lo ha però invitato a respingerla.

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