
I camion che attraversano le Alpi vanno maggiormente controllati. È quanto chiede una petizione dell'Iniziativa delle Alpi sottoscritta da 10'398 persone. Il testo è stato inoltrato stamane alla Cancelleria federale affinché venga consegnato alla "ministra" dei trasporti, Doris Leuthard. Solo nel canton Uri, l'anno scorso quasi un terzo dei veicoli pesanti controllati dalla polizia presentava lacune a livello tecnico, oppure erano troppo pesanti; non rari nemmeno i casi di conducenti che non avevano rispettato le canoniche pause di riposo. Nonostante questi numeri, solo meno del 4% dei camion che attraversano le Alpi viene sottoposto a un check-up severo, si lamenta l'Iniziativa delle Alpi, chiedendo maggior impegno su questo fronte. Lo scorso febbraio, per esempio, un altro scandalo è venuto a rafforzare le richieste contenute nella petizione. Si è scoperto, infatti, che molti camion circolano con gli impianti di depurazione dei gas di scarico manipolati e quindi emettono troppe sostanze nocive. La manipolazione consiste nel montaggio di emulatori AdBlue, un additivo che riduce le emissioni. Un simile scandalo, sostiene l'Iniziativa delle Alpi, illustra con quali metodi il settore logistico vuole ritagliarsi dei vantaggi a scapito dell'ambiente. Oltre a controlli rafforzati sull'additivo AdBlue, i sottoscrittori chiedono che vengano ingrandite le aree di controllo e, in particolare, che venga costruito un grande centro di ispezione per camion in Ticino. Inoltre, i risultati delle verifiche vanno pubblicati annualmente. Rispondendo lo scorso marzo in Parlamento a domande formulate da Fabio Regazzi (PPD), Marina Carobbio Guscetti (PS) e Karl Vogler (PPD/OW) in merito alla manipolazione dei gas di scarico, la consigliera federale Doris Leuthard aveva promesso l'apertura di un centro di controllo a Giornico per individuare autocarri truccati che inquinano più del dovuto. Stando a un'inchiesta della SSR, il 20% dei camion stranieri che circolano in Svizzera sono truccati e inquinano molto più del dovuto.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

