
Oltre 100'000 bambini sono colpiti dalla povertà in Svizzera e il loro numero continua a crescere. È l'allarme lanciato oggi a Berna da Caritas, che chiede al mondo politico di intervenire al più presto.
"La Confederazione non manifesta alcuna volontà di agire. Il Consiglio federale lascia che siano i Cantoni a occuparsi della lotta alla povertà, ciò che crea disparità di opportunità", denuncia l'associazione. I responsabili di Caritas chiedono al nuovo Parlamento di correre subito ai ripari creando il quadro giuridico che consenta di combattere a livello nazionale contro questa piaga.
In Svizzera ci sono circa 1,7 milioni di bambini, di cui 103'000 colpiti da questo fenomeno. "In altre parole, in ogni classe scolastica, c'è in media un alunno povero", rileva l'associazione. Se prendiamo in considerazione quelli che vivono in modo precario, appena sopra questa soglia, sono addirittura tre per classe, secondo Marianne Hochuli, responsabile del settore Studi dell'ong, citata in una nota.
Un terzo delle persone che fanno capo all'assistenza sociale sono bambini e adolescenti. Per Hugo Fasel, direttore di Caritas Svizzera, "è intollerabile che sul loro sviluppo pesino le insufficienti disponibilità finanziarie dei genitori e che siano sanzionati a causa della situazioni familiare in cui vivono".
Ticino pioniere
Eppure, secondo Caritas esistono misure efficaci per lottare contro la povertà: ne danno prova quattro cantoni. Il Ticino è stato il primo a introdurre nel 1997 prestazioni complementari per famiglie per migliorare in modo duraturo la loro situazione, ricorda la ong. Più tardi hanno seguito questa strada anche Ginevra, Vaud e Soletta, ciò che ha ridotto il numero di famiglie in assistenza, rileva l'ong.
Tutti gli studi mostrano che questo strumento è "efficace e che i tassi di povertà sono notevolmente calati in questi cantoni". Secondo Caritas, il fatto che non esista uno strumento comparabile negli altri 22 cantoni significa chiaramente che ora tocca alla politica federale intervenire, iscrivendo nella legge questo sistema in modo che possa essere applicato ovunque in Svizzera. Per l'organizzazione, la Confederazione deve fissare le norme che regolano il suo funzionamento e il suo finanziamento.
Varie cause
Sono molte le cause della povertà fra i minori in Svizzera. Un bambino costa tra i 7000 e i 14'000 franchi all'anno: una spesa particolarmente elevata per genitori con salari bassi, rileva Caritas, secondo cui circa il 70% dei bambini toccati da questa piaga cresce in famiglie di "working poor".
Oltre a ciò ci sono lacune per quanto riguarda l'armonizzazione tra vita professionale e familiare, ciò che pone grossi problemi in particolare a chi ha lavori precari. Il rischio aumenta in caso di divorzio, annota ancora Caritas, aggiungendo che le famiglie monoparentali sono più colpite. L'ong ricorda infine che la Svizzera è al di sotto della media europea per quanto riguarda gli investimenti per l'infanzia e la famiglia.
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