
Oltralpe è già stato ribattezzato il “Duro-Drama”. Parliamo dell’ammodernamento di 2'200 veicoli militari da trasporto Duro, deciso nel 2015 dal Parlamento federale e dal costo di 558 milioni di franchi. Il pacchetto di interventi, lo ricordiamo, comprende il ripristino del veicolo di base, un nuovo motore con filtro antiparticolato, un nuovo sistema elettrico e di illuminazione per il veicolo, l'elaborazione dell'impianto dei freni, l'integrazione di un sistema anti bloccaggio (ABS) e di un programma di controllo elettronico della stabilità (ESP), nonché una nuova sovrastruttura per il trasporto delle truppe con protezione contro il rischio di ribaltamento integrata e sistema di cinture di sicurezza a 4 punti.
A febbraio, però, ecco il primo intoppo. L'ammodernamento era stato sospeso a causa del fallimento del costruttore dei nuovi motori. Tre mesi prima la GDELS-Mowag di Kreuzlingen (TG), società produttrice del Duro e incaricata del suo rinnovo, aveva annunciato la sospensione dei lavori a causa di problemi di approvvigionamento del fornitore del motore. Quest'ultimo, la società austriaca Steyr Motors, appartenente al gruppo cinese Phoenix Tree HSC Investment, si era trovata a corto di liquidità e aveva dovuto avviare una procedura di ristrutturazione. Lo scorso 12 luglio GDELS-Mowag aveva individuato una soluzione, scegliendo un moderno modello turbodiesel della FIAT, che soddisfa le norme Euro 6.
Tutto risolto? Non esattamente, visto che 215 Duro erano già stati dotati del motore cinese, poi nuovamente sostituiti da quelli della FIAT. Inoltre, stando a quanto riferito dalla Aargauer Zeitung e dal St. Galler Tagblatt, per avviare i veicolo occorrono addirittura 15 secondi e, come se non bastasse, dopo poche centinaia di chilometri si formerebbe della condensa nei nuovi impianti di illuminazione a LED. Armasuisse ha smentito l’esistenza di simili problemi ma nella loro edizione odierna i due quotidiani del gruppo CH-Media hanno pubblicato alcune immagini che parrebbero provare il contrario, spiegando che la sostituzione dei fari a LED costa ben 500 franchi al pezzo.
“È una débâcle senza fine”, ha commentato Roland Schmid, membro del comitato argoviese contrario al credito per l’ammodernamento dei Duro.
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