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Svizzera
Olocausto: Ueli Maurer si scusa per il suo messaggio di gennaio
Redazione
13 anni fa

All'assemblea della Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI), ieri sera a San Gallo, il presidente della Confederazione Ueli Maurer si è scusato per il suo messaggio tenuto il 27 gennaio in occasione della "Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto". Le organizzazioni ebraiche gli rimproveravano di aver occultato "le debolezze e gli errori" della politica elvetica durante la Seconda Guerra mondiale. In quella circostanza, Maurer aveva affermato che la Svizzera è stata un "rifugio per un gran numero di persone minacciate e perseguitate". Ma si era dimenticato di parlare dei "profughi che sono stati respinti verso una morte certa" e di coloro che sono stati puniti per averli aiutati, avevano deplorato le associazioni ebraiche. "Ciò che conta non è soltanto quello che si dice, ma anche quello che non si dice", ha dichiarato ieri sera Maurer ai delegati della FSCI, secondo estratti del suo discorso diffusi dalla radio svizzerotedesca SRF. "Vorrei semplicemente scusarmi per il fatto di aver tralasciato questo aspetto", ha aggiunto il consigliere federale, precisando che la sua omissione non era affatto intenzionale. Alle sue scuse i delegati della FSCI hanno reagito con un applauso. I rappresentanti dell'organizzazione ebraica, che avevano invitato Maurer ad esprimersi davanti all'assemblea ben prima del suo controverso discorso, si sono detti soddisfatti per le parole del presidente della Confederazione. Alla radio romanda RTS, la vicepresidente della FSCI Sabine Simkhovitch-Dreyfus ha dichiarato che Maurer si è "scusato in modo chiaro". In un'intervista rilasciata alla "St. Galler Tagblatt", il consigliere federale UDC ha dichiarato che per lui "la cosa era già stata risolta da tempo" e nel corso dell'assemblea ha soltanto menzionato una volta ancora "l'episodio". Secondo il presidente della Confederazione, nei contatti che ha sempre avuto con le organizzazioni ebraiche la vicenda non era così controversa come era stata dipinta dai media. "Paese libero e democratico" Nel messaggio pronunciato in occasione della "Giornata delle vittime dell'Olocausto", Maurer aveva reso omaggio a "un'intera generazione di donne e uomini coraggiosi", che hanno permesso alla Svizzera di rimanere un "Paese libero e democratico in uno dei periodi più bui per l'Europa". Agendo in questo modo, "la Svizzera è diventata un'ancora di salvezza per molte persone perseguitate e in pericolo". Le organizzazioni ebraiche - la FSCI e il Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione (CICAD) - avevano deplorato che Maurer avesse presentato i fatti "in modo semplicistico" e non avesse ritenuto necessario approfondire in modo critico questa pagina di storia, mentre nel 1995 l'allora presidente della Confederazione Kaspar Villiger aveva presentato le sue scuse. Lettera di fine febbraio Già a fine febbraio, in una lettera, Maurer aveva risposto alle critiche della FSCI e della CICAD. Nella missiva, il consigliere federale zurighese aveva ammesso che la giornata commemorativa del 27 gennaio non fosse appropriata per aprire un dibattito sul ruolo della Svizzera durante la Seconda Guerra mondiale". Il presidente della Confederazione aveva aggiunto che all'epoca la società non era risparmiata dall'antisemitismo.Nel suo messaggio, Maurer aveva voluto anche ringraziare la generazione che aveva svolto il "servizio attivo" e che aveva salvato la vita di numerosi profughi. A suo avviso, questo impegno era stato troppo ignorato in occasione delle "polemiche passate": un'allusione alle controversie della seconda metà degli anni Novanta sui fondi ebraici in giacenza e sulla politica svizzera durante il conflitto mondiale, poi sfociate nel rapporto finale della Commissione Bergier del 22 marzo 2002. ATS

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