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Svizzera
Olio di palma: ong invitano a ridurne il consumo
Redazione
9 anni fa

Il ricorso all'olio di palma per produrre alimenti e altri articoli di consumo porta a violazioni dei diritti umani e al dannoso fenomeno dell'accaparramento di terreni per lo sviluppo di monoculture. Lo sostengono Pane per tutti e Sacrificio quaresimale, che invitano quindi produttori e commercianti al dettaglio a usare meno l'ingrediente in questione. Le piantagioni per l'olio di palma sono all'origine della distruzione di importanti ecosistemi, scrivono le due organizzazioni di aiuto allo sviluppo in un comunicato. A livello mondiale queste colture hanno già portato alla sparizione di oltre 190'000 chilometri quadrati di foresta pluviale e torbiere. La statistica delle dogane mostra che negli ultimi 20 anni l'importazione in Svizzera di olio di palma non lavorato è più che triplicata. Parallelamente vengono importate anche elevate quantità di prodotti che contengono lo stesso olio: nell'industria alimentare, in quella delle pulizie e nei cosmetici. Stando ai dettaglianti elvetici in un prodotto su sei in vendita nei negozi si trova olio di palma. Secondo Pane per tutti e Sacrificio quaresimale per diminuire la pressione su uomo e ambiente occorre ridurre i consumi: la grande distribuzione svizzera è chiamata a muoversi per andare in questa direzione. Per le due associazioni non esiste sostenibilità in questo campo: anche la Tavola rotonda sull'olio di palma sostenibile (Rspo) - uno standard creato nel 2004 - si è rivelata nient'altro che polvere negli occhi: ad esempio in Indonesia in diverse piantagioni certificate sono stati riscontrati gravi problemi.

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