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Svizzera
Olimpiadi: la politica si accende, lo farà anche la fiaccola?
Olimpiadi sì o Olimpiadi no? Il Consiglio Federale approva i Giochi invernali in Svizzera nel 2038, così come il Canton Ticino. Ora si muove la politica. Liberali, Centro e Verdi Liberali favorevoli, più scettica la Sinistra e l'UDC. Sul tavolo il tema ambientale e quello dei finanziamenti.

Archiviati i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, è ora di guardare avanti. A farlo è la Svizzera, in prima linea per ospitare le Olimpiadi invernali del 2038. Il Consiglio Federale si è detto, infatti, interessato accogliendo il progetto, girandolo a sua volta in consultazione ai Cantoni. Ad essere favorevole, il Ticino: «In qualità di Cantone», si legge nella nota del Consiglio di Stato- «direttamente interessato dal progetto Switzerland 2038 – che prevede l’assegnazione alla Città di Lugano di una sede olimpica – rileviamo con favore che esso si inserisce in un concetto moderno di organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali».

La posizione dei Cantoni

Altri Cantoni nutrono però delle riserve. Sul piatto della bilancia la questione dei finanziamenti. Il budget previsto è di 2,2 miliardi di franchi. Di questi, l'82% dovrà essere finanziato con fondi privati, il 18% dal settore pubblico, circa 200 milioni per i Cantoni e i Comuni. A sostenere il progetto Grigioni e Berna a patto che il costo a carico dei privati sia rispettato. Argovia e Vallese favorevoli, ma vorrebbero un referendum a livello nazionale, mentre Zugo e Zurigo più scettici rifiutando qualsiasi partecipazione finanziaria.

I partiti favorevoli

Dai Cantoni ai Partiti. Si sono mossi i gruppi nazionali. Favorevoli a vedere la fiaccola accesa su territorio elvetico il PLR, il Centro e i Verdi Liberali. Una ghiotta opportunità, come ci dice il Consigliere nazionale Alex Farinelli. «Le Olimpiadi sono sempre un’opportunità per la Svizzera, nel senso che -abbiamo visto recentemente- l’eco mediatica a livello mondiale che ha la possibilità di far conoscere il nostro territorio, sono un’occasione unica. Ed è chiaro che se questo dovesse essere conciliato con le infrastrutture già presenti sul territorio, anche dal profilo finanziario, è un ottimo investimento». E ancora: «Sicuramente si avrebbe un grande beneficio anche con maggiore influsso del turismo. I recenti europei di calcio femminile in Svizzera, inoltre, hanno mostrato come si può logisticamente utilizzare bene ciò che si ha a disposizione, senza arrecare, da un lato disturbi alla popolazione, dall’altro problemi sul profilo ambientale».

I contrari

Contrari, o in parte in disaccordo, invece PS, Verdi e UDC. Per i primi due partiti, per l’appunto, l’impatto ambientale sarebbe notevole. «Crediamo negli effetti positivi dei Giochi, soprattutto nella promozione dello sport e i benefici sociali dello scambio culturale«, ci dice la vicepresidentessa dei Verdi Svizzeri Samantha Bourgoin. »Riteniamo poco credibile l’idea dei Giochi sostenibili, senza impatti significativi. Per veramente dimostrare che siano così bisogna giocare la carta della maggior trasparenza, in particolare sulle emissioni e sulle nuove opere che si vogliono costruire. Non andremo mai ad accettare gli sponsor del fossile in un evento come questo. Tutti abbiamo già visto le Olimpiadi e tutti noi sappiamo che non c’è nessuna Olimpiade che non lascia dietro di sé dei grossi catafalchi che rimangono inutilizzati. Giochiamo a carte scoperte e vediamo cosa si può fare, altrimenti siamo contrari». Per i democentristi invece, l’ago della bilancia è la questione economica. «Appoggiamo il progetto, si legge, «solo se il settore privato, le ONG, i Cantoni e i Comuni organizzano i Giochi e li finanziano», Il fronte scettico chiederebbe dunque un referendum facoltativo. L’iter politico è ancora lungo e il 2038 è lontano. Ma le bocce, o le pietre, per restare in tema invernale, iniziano a muoversi.