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Il caso
Olimpiadi 2026, i Grigioni presentano il conto: ma l'Italia pagherà?
©Keystone
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Red. Online
3 ore fa
La fattura inviata da Coira per la gestione del traffico durante gli eventi sportivi a Livigno ammonta a 2,6 milioni di franchi, ma Regione Lombardia aveva previsto circa 600 mila euro - L'assessore Sertori: «Ne discuteremo»

Nuove frizioni tra Svizzera e Italia all’orizzonte. Questa volta il pomo della discordia è legato ai costi di cui si è fatto carico il Canton Grigioni per le olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Il piano dei trasporti per evitare un caos viario, stando al Governo retico, ha avuto successo ed è costato anche meno di quanto previsto. Il cantone ha quindi mandato la fattura all'Italia, ma non è sicuro che questa sarà onorata.

I costi sono ammontati a 3,5 milioni di franchi, si legge in un comunicato diffuso negli scorsi giorni da Coira. Gli adeguamenti flessibili apportati durante l'evento, a seguito del flusso di visitatori inferiore a quanto previsto, hanno permesso di ridurre di oltre il 35% l'importo rispetto ai 5,5 milioni approvati dall'Esecutivo in ottobre.

Il Cantone si è detto disposto a farsi carico di prestazioni proprie pari a circa 0,9 milioni di franchi. I costi dovuti all'evento, pari a 2,6 milioni di franchi (circa 2,8 milioni di euro), dovrebbero però essere assunti dall'Italia, nello specifico da Regione Lombardia, ai sensi del principio di causalità, ha evidenziato il Governo.

L'Italia pagherà?

La «fattura» partita da Coira sta però innescando polemiche su chi deve pagare (e quanto) il conto della viabilità svizzera per raggiungere Livigno passando dall’Engadina. Non è scontato che la Regione di confine accetterà di saldare il contro. «Non esiste alcun impegno scritto nei confronti del cantone dei Grigioni», aveva affermato già in aprile la consigliera di Stato Carmelia Maissen, direttrice del Dipartimento infrastrutture, energia e mobilità, rispondendo in parlamento a un'interrogazione del deputato UDC Reto Rauch, aggiungendo che la controparte italiana avrebbe semplicemente prospettato un contributo di circa 600 mila euro (circa 550 mila franchi).

Durante le Olimpiadi invernali, quasi 41 mila persone hanno utilizzato i trasporti pubblici tra Zernez/Müstair e Livigno. L'appello a rinunciare all'auto ha inoltre avuto l'effetto auspicato: grazie al piano dei trasporti, i disagi alla circolazione temuti in precedenza nella regione grigionese interessata non si sono verificati. Il forte utilizzo dei trasporti pubblici, unito al numero nettamente inferiore di visitatori, ha portato a un minor utilizzo dei posteggi Park+Ride. Di conseguenza anche le entrate sono risultate fortemente inferiori rispetto a quanto originariamente previsto. Durante l’evento è stato attivato un servizio navetta dai parcheggi di Zernez e Tubre, in Italia, e dalle stazioni ferroviarie di Zernez e Malles. I pullman si sono spostati verso Livigno attraverso il Munt La Schera, la galleria a una sola corsia che collega la Bassa Engadina con la località che ha ospitato le Olimpiadi. Anche gli autobus fra Zernez e Malles hanno viaggiato più spesso.

«Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione»

Citato dal Corriere della Sera, l’assessore alla Montagna di Regione Lombardia Massimo Sertori ha fatto sapere che a Milano non è giunta alcuna fattura: «Ho appreso la notizia dalla stampa svizzera, da parte nostra non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Siamo pronti al confronto. Quando arriverà la richiesta discuteremo numeri, flussi e costi effettivi».

Sertori ha ribadito di aver contestato fin dall’inizio le stime svizzere sul traffico generato dall’evento sportivo: «Avevo detto che i flussi previsti erano sovrastimati e oggi i numeri dimostrano che la cifra finale è molto più bassa». Insomma, la Lombardia sembrerebbe intenzionata a versare cifre comprese tra i 600 e 700 mila euro, ben lontano dai 2,8 milioni richiesti da Coira. Anche perché Regione Lombardia attende ancora l’approvazione ministeriale dell’ultima variazione relativa al trasporto pubblico locale per capire quali fondi saranno realmente disponibili, scrive ancora il Corsera.

Il Veneto anticipa i fondi

La questione grigionese non sarebbe però l’unica a tenere banco. Stando al Fatto Quotidiano, un altro contenzioso è aperto in provincia di Belluno. Le aziende che hanno assicurato i trasporti per gli eventi sportivi stanno ora chiedendo il conto. Regione del Veneto ha fatto sapere che anticiperà alla Provincia di Belluno 8,7 milioni di euro, anche se l’assessore regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Diego Ruzza ha spiegato che a Venezia sono ancora «in attesa dei fondi ministeriali, già inseriti in legge finanziaria, a ristoro dei costi aggiuntivi sostenuti per i servizi di trasporto durante i giochi olimpici». E ha aggiunto che «Regione del Veneto, pur non rientrando tra le sue competenze diretta, ha deciso di anticipare i fondi evitando ulteriori ritardi nei pagamenti che avrebbero potuto mettere in seria difficoltà le imprese che hanno lavorato per l’evento». Nella Finanziaria 2024 sono stati stanziati 25 milioni di euro per tutte le sedi di gara olimpiche.