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Svizzera
Ok alle adozioni per coppie omosessuali e concubini
Ok alle adozioni per coppie omosessuali e concubini
Ok alle adozioni per coppie omosessuali e concubini
Redazione
10 anni fa
Il Consiglio nazionale approva la revisione del diritto d'adozione. Opposizione da parte di UDC e parte del PPD

Anche le coppie omosessuali e i concubini devono poter adottare i figli del partner. È quanto prevede la revisione del diritto d'adozione approvata oggi dal Consiglio Nazionale con 115 voti a 65 e 5 astenuti. 

Le nuove disposizioni - contemplano anche un allentamento delle condizioni generali d'adozione - sono state osteggiate dal gruppo UDC e da alcuni esponenti del PPD. Il ginevrino Yves Nidegger (UDC), ad esempio, ha sostenuto che "questa revisione vuole principalmente ampliare il diritto all'adozione alle coppie omosessuali, il resto è soltanto contorno". Il suo tentativo di impedire che i partner dello stesso sesso potessero adottare bambini di uno dei due è stato respinto con 127 voti contro 60.

La stessa sorte è toccata - anche se con una maggioranza più risicata di 95 a 92 e 2 astenuti - a una proposta di Bernard Guhl (PBD), secondo cui i concubini in generale non devono poter adottare i bambini del partner. "Con questa modifica si vuole indebolire l'istituzione del matrimonio", ha deplorato invano Karl Vogler (PPD).

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha invece sottolineato come l'elemento centrale della riforma sia il benessere del bambino: "Bisogna garantire il suo futuro anche se dovessero morire entrambi i suoi genitori biologici."

Durante il dibattito si è più volte sottolineato come una modernizzazione del diritto fosse una necessità, visto che la legge era in vigore dagli anni Settanta. La revisione approvata oggi elimina le disparità di trattamento e protegge giuridicamente la relazione fra bambino e partner dell’altro genitore biologico, di cui è comunque sempre necessario il consenso al fine dell’adozione, a meno che sia sconosciuto, assente da molto tempo o incapace di intendere.

Il dossier ritorna ora agli Stati per appianare una divergenza minore.

Tra le voci fuori dal coro troviamo quella di Marco Romano (PPD), che su Facebook commenta così: "Ero per il NO! Datemi del bigotto (non mi pare di esserlo), datemi del “vecchio”, ma di questo passo relativizziamo ogni tipo di relazione umana. Tutto diventa sempre più relativo e superficiale (oggi bianco, domani nero), tutto è sempre più facile e veloce, tutto è sempre più fondato sull’individualismo in nome di una libertà personale che dimentica di essere parte di una comunità!"

"Non ho nulla contro i conviventi, contro le unioni registrate, contro le famiglie patchwork, sono realtà, ci mancherebbe - prosegue Romano - Ma in ogni situazione un bambino ha comunque e sempre una madre e un padre! Le problematiche di mantenimento, eredità, sanitarie ecc. vanno risolte giuridicamente, non sdoganando l’adozione per tutti! Il prossimo passo sarà l’adozione generalizzata per le coppie omosessuali, in molti casi la mercificazione della vita per avere un figlio."

"Ogni scelta di vita impone delle responsabilità, degli impegni, dei limiti e delle possibilità. Il matrimonio, religioso o civile, è un istituto fondamentale della società. Tanti divorzi? OK. Ma quante unioni, etero e omosessuali, durano il tempo di fare un figlio? In Parlamento (e nel Gruppo PPD) mi sono trovato in minoranza (è la democrazia), ma con un referendum si dovrà esprimere il Popolo", conclude

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