
La Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati ha approvato il messaggio governativo sulle norme che prenderanno il posto della cosiddetta "legge sul cioccolato". Nella deliberazione in dettaglio sono state tuttavia apportate modifiche. Attualmente la Legge federale sull'importazione e l'esportazione dei prodotti agricoli trasformati, introdotta nel 1974, consente alla Confederazione di sostenere l'export di prodotti come biscotti o cioccolato. Per questo la norma, voluta per compensare il livello elevato del prezzo del latte e dei cereali svizzeri, è comunemente chiamata "legge sul cioccolato". L'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) non è più disposta a tollerarla. Il Consiglio federale propone quindi una revisione totale della norma. La commissione è entrata nel merito del disegno senza voti contrari e nella votazione sul complesso ha approvato all'unanimità entrambi i decreti federali. Durante la deliberazione di dettaglio il limite di spesa per la produzione e lo smercio per il periodo 2018-2021 è stato aumentato da 1951 milioni a un massimo di 2031 milioni di franchi, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento. Inoltre, la commissione ha apportato una precisazione nella legge federale sull'agricoltura, per chiarire che il supplemento per i cereali riguarda quelli destinati al consumo umano. La commissione - continua la nota - attribuisce importanza non solo a un quadro giuridico conforme alle norme della WTO ma anche a una soluzione funzionale e controllabile a livello di ordinanza per attuare le nuove disposizioni. Durante la procedura di consultazione la proposta del Consiglio federale aveva suscitato malcontento. In molti, agricoltori in testa, hanno valutato le compensazioni finanziarie insufficienti. Tutti hanno comunque fondamentalmente ammesso la necessità di applicare la decisione della WTO.
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