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Oggi si elegge il presidente della Confederazione
Ats
6 mesi fa
Prima della nomina del consigliere federale Guy Parmelin vi sono però una serie di temi da trattare. Al Consiglio degli Stati terrà senz'altro banco la mozione, già accolta dal Nazionale, che chiede al Consiglio federale di rinunciare al divieto di adozioni internazionali.

Riprendono stamane i lavori alle Camere federali, che si interromperanno attorno a mezzogiorno per l'elezione, a camere riunite, del presidente della Confederazione per il 2026 e del vicepresidente del Consiglio federale. Per l'anno prossimo spetterà al consigliere federale Guy Parmelin (UDC) prendere il posto della "ministra" delle finanze Karin Keller-Sutter. Per il capo del Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca si tratta del secondo mandato dopo quello del 2021. Vista l'età (66) e gli anni trascorsi in Governo (venne eletto nel 2015 al posto di Eveline Widmer-Schlumpf), si tratterà verosimilmente dell'ultima volta. Da alcuni anni si susseguono le voci di una sua partenza dall'Esecutivo: ciò potrebbe verificarsi proprio al termine del secondo mandato quale presidente e prima delle elezioni federali del 2027.

I temi

Ma prima di assistere alla sua intronizzazione, Consiglio nazionale e degli Stati dovranno trattare tutta una serie di dossier. Alla Camera del popolo, il menù dei dibattiti prevede diversi oggetti di pertinenza del Dipartimento della difesa. In agenda anche la Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero e la Legge sulla formazione professionale. Chiude il programma l'iniziativa sull'alimentazione. Al Consiglio degli Stati terrà senz'altro banco la mozione, già accolta dal Nazionale, che chiede al Consiglio federale di rinunciare al divieto di adozioni internazionali. Il 10 settembre scorso, la Camera del popolo aveva approvato la mozione della sua commissione degli affari giuridici per 151 voti a 31 e 15 astensioni.

La questione adozioni internazionali

Il 29 gennaio scorso, l'Esecutivo aveva incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un progetto preliminare di legge volto a sancire il divieto di adozione all'estero. Il responsabile del dossier, Beat Jans, aveva giustificato questo giro di vite con il fatto che nessun diritto, neppure il più severo, può escludere il rischio di abusi. In passato, aveva fatto notare, si erano verificate numerose irregolarità. L'omologa commissione degli Stati propone ora di modificare la mozione del Nazionale integrandovi gli scenari delineati da un gruppo di esperti, nel quale si prefigura un ventaglio di soluzioni che si estende dal divieto delle adozioni internazionali a una riforma del sistema.

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