
Almeno 120 persone e aziende del Liechtenstein figurano nei documenti sui paradisi fiscali denominati Offshore Leaks, su cui sta lavorando un pool di giornalisti internazionali. Il Principato è presente quasi quanto la Francia nei dossier, malgrado la strategia del denaro pulito decisa nel marzo del 2009. Società fiduciarie di Vaduz e Schaan hanno avuto come clienti persone implicate in grossi scandali di frode fiscale e corruzione, indicano oggi "Le Matin Dimanche" e "SonntagsZeitung" citando documenti che fanno riferimento a un periodo che va dal 2006 al 2010 e di cui l'ats ha una copia. Interrogati dai due giornali, i fiduciari non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.Non è illegale figurare nella banca dati di Offshore Leak, ha da parte sua dichiarato il capo del Governo del Liechtenstein, Adrian Hasler, in un'intervista alla "SonntagsZeitung". Inoltre - ha aggiunto - il Principato combatte attivamente gli abusi: quando le autorità hanno indizi su azioni penalmente perseguibili, verificano. Le regole in materia di riciclaggio di denaro sono molto severe nel Liechtenstein e si basano su standard internazionali, ha precisato. Hasler non ha invece voluto commentare le stime sulle somme di denaro non dichiarato (30 miliardi di franchi secondo la "SonntagsZeitung"). "Prendiamo molto seriamente le informazioni pubblicate dai giornali", ha da parte sua sottolineato il portavoce del governo Markus Amann, interrogato dall'ats. L'esecutivo ha preso misure per lottare contro gli abusi, ma non sempre è possibile evitarli, ha aggiunto.ATS
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