
Per Alain Berset non ci sono alternative all’offensiva vaccinale e al tasso più alto di vaccinazione. “Il tasso di vaccinazione del 71% in Svizzera è troppo basso in considerazione della variante Delta più contagiosa”. A dirlo in un’intervista ai portali d’Oltralpe è proprio il consigliere federale che si chiede: “Qual è l’alternativa? Alzare le spalle e non fare niente?”.
“Ci vuole impegno pubblico”
Per il ministro “bisogna riprovare tutto” e sottolinea “anche i cantoni la vedono così”. Per questo motivo Berset suggerisce l’aumento dell’uso di centri di vaccinazione mobili, soprattutto per raggiungere i luoghi più discosti e quelli più piccoli. “Ci vuole impegno pubblico e impegno per la vaccinazione in modo da poter superare insieme l’inverno in sicurezza”, ha sottolineato. I medici in pensione potrebbero assumersi il compito di trattare complicazioni molto rare. Le chiese o le associazioni potrebbero organizzare eventi informativi.
“Evitare il sovraccarico degli ospedali”
Nell’agenda del Consiglio federale certamente non c’è in programma l’allentamento delle misure; secondo il consigliere federale il tasso di vaccinazione all’inizio della stagione fredda è ancora troppo basso per questo. “Più vacciniamo, più velocemente possiamo passare alla normale vita di tutti i giorni, vogliamo evitare che il carico ospedaliero aumenti a tal punto da adottare nuove misure restrittive”.
Il trend si è invertito?
Riguardo all’obbligo del certificato Covid in molti ambiti, il ministro friburghese dice che il Consiglio federale il prossimo mese esaminerà l’opportunità di estenderne la portata, ma che per ora è “troppo presto per affrettare i tempi” in considerazione del numero crescente di infezioni e ricoveri ospedalieri. Alain Berset mette poi in guardia contro una bocciatura alle urne della legge Covid. “Non solo il certificato ne sarebbe interessato, ma anche gli aiuti per i lavoratori autonomi, i dipendenti, le imprese, per la cultura, lo sport o gli asili nonché i regolamenti come l’esenzione dei vaccinati dall’obbligo di quarantena. Inoltre ci mancherebbe anche la base legale per il sistema dei certificati dalla prossima primavera”. Tutto ciò non significa che gli svizzeri non potrebbero più viaggiare all’estero, ma sarebbe molto più complicato perché non potrebbero più utilizzare il certificato e dovrebbero accettare delle restrizioni nel paese di viaggio. Il virus - nota il consigliere federale - continuerà a circolare in grandi parti del mondo per molto tempo. Pertanto, un certificato sarà probabilmente necessario per i viaggi internazionali per un lungo periodo di tempo più lungo. Egli spera per lo meno che dall’anno prossimo all’interno del paese non sia più necessario un certificato.
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