
"Se la Svizzera vuole uscire dalla crisi, deve assolutamente investire nella formazione". Lo ha indicato oggi nel corso di una conferenza stampa Barbara Ischinger, direttrice del reparto educazione dell'OCSE, commentando i risultati di uno studio svolto dall'organizzazione in 36 Stati membri. Il numero di persone che seguono studi superiori continua ad aumentare in Svizzera anche se, stando alla ricerca, il dato elvetico risulta basso se comparato a quello di altri Paesi. "La crisi economica e l'esplosione della disoccupazione, combinati ai vantaggi procurati dagli studi superiori, incoraggeranno sempre più giovani a scegliere questa via", ha indicato dal canto suo il segretario generale dell'OCSE Angel Gurria, prima di aggiungere che "gli investimenti nel capitale umano contribuiranno alla ripresa". Stando al rapporto dell'OCSE, un diploma di studio superiore è un vantaggio per tutta la vita: garantisce salari più elevati e una minor vulnerabilità di fronte alla disoccupazione e ai problemi di salute. Inoltre, fornire un'educazione superiore ad uno studente frutta in media ad ogni Stato 52'000 dollari, ossia il doppio dell'investimento pubblico iniziale. Nella maggior parte dei Paesi presi in considerazione poi, lo scarto fra i salari di chi è laureato e chi non lo è continua ad aumentare. Il numero di laureati nell'insieme degli Stati membri dell'OCSE è salito in media del 4,5% all'anno fra il 1998 ed il 2006. "Nel 2007, una persona su tre fra i 25 e i 34 anni aveva seguito studi superiori", ha concluso Gurria. In Canada, Giappone, Corea del Sud e Russia, il rapporto è di uno a due. ATS
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