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Svizzera
OCSE, nessun rinnovo delle massime cariche. Il DFAE: “Crisi istituzionale”
Redazione
6 anni fa
Gli affari esteri si rammaricano per il mancato rinnovo dei quattro capi delle istituzione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa

I mandati dei quattro capi delle istituzioni dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) terminano sabato prossimo. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ciò è certo dopo che oggi i Paesi partecipanti non sono stati in grado di accordarsi su una proroga provvisoria fino a metà dicembre.

I mandati scadono quindi il 18 luglio, ha comunicato questa sera il DFAE. Tra gli interessati vi è lo svizzero Thomas Greminger in qualità di segretario generale dell’OSCE.

Sono interessati anche la direttrice dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), Ingibjörg Solrun Gisladottir, l’Alto commissario per le minoranze, Lamberto Zannier e il rappresentante per la libertà dei media, Harlem Désir. La Svizzera si rammarica della decisione presa oggi, scrive il DFAE.

Già venerdì, i 57 Stati partecipanti non avevano raggiunto un consenso sulla rioccupazione dei quattro mandati. Secondo il DFAE, la ragione di ciò è da ricercarsi “principalmente nell’interconnessione tra le questioni relative al personale e le preoccupazioni individuali di alcuni Stati partecipanti”.

Secondo il DFAE, “l’OSCE si trova di fronte a una crisi istituzionale”. La Svizzera vuole continuare a lavorare per una soluzione tempestiva di questi problemi del personale. Un rapido chiarimento è fondamentale per una forte presenza collettiva dell’OSCE.

I Paesi partecipanti possono ora nominare i candidati fino al 18 settembre. Le posizioni dovrebbero essere occupate a dicembre in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri dell’OSCE. La notizia sul mancato raggiungimento di un consenso era già stata diffusa sabato dalle testate del gruppo CH Medien ed era stata confermata dall’OSCE.

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