
Tra tutti gli Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in Europa (OCSE), la Svizzera è quello che approfitta di più della libera circolazione delle persone. Lo dice un rapporto della stessa OCSE, citato ieri dalla NZZ am Sonntag, e le cui conclusioni sono state confermate oggi all'ats dall'autore Thomas Liebig. A suo avviso, l'immigrazione porta soprattutto alla Confederazione un aumento delle entrate fiscali. La ricerca si basa su lavori pubblicati in passato, ha precisato Liebig. Stando al ricercatore, se si deducono i costi amministrativi, per le infrastrutture e i costi sociali imputabili agli immigrati dalle entrate sotto forma di tasse e altri prelievi, il saldo per la Svizzera è positivo: 6,5 miliardi di franchi. Thomas Liebig ha voluto sottolineare che si tratta di una stima prudente. Con gli ultimi dati, il saldo positivo per la Svizzera sarebbe ancora più elevato. Sulla base di altri calcoli, le maggiori entrate per la Confederazione raggiungerebbero gli 11 miliardi di franchi, circa il 2% del Pil. A ciò si aggiungono altri vantaggi derivanti dalla libera circolazione: grazie all'arrivo di personale qualificato, la Svizzera ha potuto superare con maggior facilità la penuria di manodopera di alto livello sul proprio mercato del lavoro. Lo studio dell'OCSE di cui Liebig è stato coautore analizza le ripercussioni della libera circolazione sul mercato del lavoro americano ed europeo. La conclusione? Le ondate di licenziamenti in Europa sono state assorbite in buona parte dall'emigrazione. Insomma, i senza lavoro di una zona d'Europa hanno lasciato il loro Paese per cercare un impiego altrove. Stando a Liebig, la Svizzera è uno dei paesi di arrivo preferiti, specie dai Tedeschi. A suo giudizio quasi un Tedesco su due che negli ultimi anni ha lasciato il suo Paese, si è stabilito in Svizzera. Sulla base dell'evoluzione del mercato del lavoro in Germania, nei prossimi anni l'immigrazione da questo Paese dovrebbe piuttosto diminuire. Prima dell'introduzione della libera circolazione delle persone a fine 2006, in Svizzera vivevano circa 900 mila cittadini provenienti dagli Stati Ue e Aels. Oggi il loro numero è salito a circa 1,25 milioni. Contemporaneamente, il numero di persone attive è cresciuto di quasi 450 mila unità, facendo così allargare il bacino fiscale cui attingere.
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